PER I NUOVI “POVERI” NASCE IL “RISTORANTE RUBEN”

DI RENATA BUONAIUTO

A Milano, città metropolitana, dove tutti corrono e sembra non trovino il tempo nemmeno per guardarsi allo specchio e precisamente a via Gonin, Ernesto e sua figlia Valentina Pellegrini, hanno aperto un ristorante.
“Ristorante Ruben”, un ristorante per i poveri. E sì perché non si tratta della solita “mensa”, che comunque ha il suo perché ma, di un vero e proprio ristorante con tanto di sala curata nei minimi particolari, di menù e di conto. Solo che quest’ultimo è di solo 1 euro ed i giovani fino a 16 anni non pagano nulla.
Ernesto Pellegrini, imprenditore di successo nonché Patron dell’Inter, cui ha dedicato un libro “Una vita, un’impresa. Grazie all’Inter ho trovato il senso vero della Fede”, nel 2014, crea la Fondazione Ernesto Pellegrini ONLUS. Da qui l’idea di aprire il “Ristorante Ruben”.
Si chiama così perché, l’hanno dedicato proprio a lui, Ruben. Un uomo che era negli anni, diventato parte della loro famiglia. Viveva nella loro cascina fuori Milano ed aveva “servito”, i nonni, i genitori, lui e suo fratello. Quando negli anni ’60 la cascina fu abbattuta, per un esproprio dei terreni che loro avevano in affitto, Ruben si trasferì in una baracca di legno. Erano tempi difficili ed anche per Ernesto, non fu possibile, offrirgli soluzione migliore. Qualche mese dopo, sulla prima pagine di un giornale, lesse un titolo dolorosissimo “Morto barbone assiderato nella sua baracca”. Una ferita per Ernesto, ancora oggi, non rimarginata ecco perché questo progetto porta il suo nome.
Ruben, per tutta la vita ha combattuto, con dignità e coraggio, ed è quello lo spirito anche dei clienti del Ristorante. Famiglie, uomini, donne, giovani, anziani che per differenti motivi attraversano un periodo di difficoltà ed a cui però non deve né può essere tolta la dignità.
Per “prenotare” un tavolo occorre contattare “Rete Ruben”, dopo un colloquio al centro d’ascolto, si potrà ritirare la tessera, valida 60 giorni ed eventualmente rinnovabile. Da quel momento si è liberi di cenare al proprio tavolo, scegliere il piatto che si preferisce ed essere coccolati dal personale che farà il possibile per rendere questi momenti, un vero ristoro per il corpo e per l’anima.
Un’iniziativa, un progetto, un impegno che scalda il cuore, che fa credere anche a chi in certi momenti del proprio cammino, pensa di non potercela più fare.
Valentina Pellegrini, affianca suo padre in quest’avventura perché i “nuovi poveri”, come lei stessa sottolinea sono “Persone che non sono abituate a chiedere aiuto o a elemosinare un pasto, ma non per questo meno bisognose”.
Ad oggi sono circa 350 i “clienti”, che dal lunedì al sabato, frequentano il ristorante e sono circa 90 i bambini.
Per loro a fine cena si è trovato il modo di farli giocare, visto che l’ “Happy Children” , asilo privato, antistante il “Ruben”, ha deciso di offrire la sua disponibilità aprendo i locali ed organizzando laboratori “didattici”.
Ma cosa offre il menù? Il responsabile della ristorazione, Christian Uccellatore, spiega che la varietà è ampia, dalla pasta pasticciata con ragù di manzo, ai spaghetti con le vongole, gli gnocchi, il minestrone e poi i secondi ugualmente interessanti, filetto alla gallinella, braciola alla griglia, contorni di verdure, patate e non manca di certo il dolce, come le bevande, ed i menù per i vegani o i vegetariani. Insomma si è pensato davvero a tutto.
E’ bello leggere di queste iniziative, ci aiuta a sperare, che esista un mondo migliore di quello che crediamo, che ci siano persone che del loro successo abbiano imparato la lezione più importante, la condivisione.
Perchè donare ci rende più ricchi, di un qualcosa che non possiamo vedere, ma con gli occhi del cuore possiamo sentire forte. Ed è anche un modo per dire grazie, a chi della “nostra vita”, ha deciso di fare un disegno speciale.
Il Patron Pellegrini, ha compreso tutto ciò ed è per questo che afferma il “Ristorante Ruben” è un modo: “…Per ringraziare il Buon Dio del tanto che ho avuto nella vita”.