QUESTO NON POSSO PROPRIO PERDERMELO, OVVERO I FILM DA VEDERE NEL 2018

DI COSTANZA OGNIBENI

Esisterà pure Internet, esisteranno pure i canali tematici per creare il “palinsesto su misura”. Ora ci sono anche le pay TV, le serie TV, e come se non bastasse ci si è messa anche la crisi, per la quale anche le vecchie diciassettemilalire per un biglietto diventano proibitive.

Eppure, al cinema ci si continua ad andare. Grandi e piccini, vecchi e giovani, uomini e donne, nessuno intende rinunciare a quelle due ore seduto su una comoda poltrona di velluto a fianco a tanti sconosciuti con cui condividere il buio in sala e le luci provenienti dallo schermo, in grado di dare vita, ogni volta, a un racconto diverso.

E nel clima ancora natalizio e festaiolo, con l’ottimismo che contraddistingue gli umori del nuovo anno appena entrato, anche il cinema parte sotto i migliori auspici, con una carrellata di titoli che tra pellicole d’autore, capolavori hollywoodiani e grandi nomi garantisce un 2018 in prima fila.

E per orientarci nella giungla di new entry, una breve sintesi dei più attesi può essere certamente d’aiuto.

Chiamami col tuo nome (Luca Guadagnino)

Uno dei titoli più attesi, in uscita a fine mese, con cui Luca Guadagnino si è già candidato per i Golden Globe e per il quale si prevede un’ulteriore sfilza di nomination agli Oscar. Tratto dall’omonimo romanzo di André Aciman, il film racconta di un’intensa storia d’amore estiva nella campagna italiana tra il giovane italo americano Elio (Thimothée Chalamet) e lo studente Oliver (Armie Hammer).

The Post (Steven Spielberg)

Tre nomi, Steven Spielberg, Tom Hanks e Meryl Streep, già da soli affolleranno le sale italiane dal 1° Febbraio con il film che racconta l’inchiesta che il Washington Post e il New York Times portarono avanti nel secondo dopoguerra, volta a rivelare i contenuti dei quaderni del Pentagono sulle attività e le strategie adottate dagli Stati Uniti durante la guerra in Vietnam. L’inchiesta arrivò a scontrarsi con la Corte Suprema e si presenta tutt’oggi come uno dei simboli della lotta per la libertà di stampa.

Loro (Paolo Sorrentino)

Ne abbiamo sentito parlare così tanto, che un po’ è come se lo avessimo già visto, ma nemmeno questo basterà a dissuaderci dall’andare a vedere, in primavera, quello che il regista dell’Oscar per La grande Bellezza ci racconta sulla vita dell’intramontabile Cavaliere attraverso un insolito, ma sempre incredibilmente camaleontico, Toni Servillo.

L’isola dei cani (Wes Anderson)

Tornato dopo 9 anni allo stop motion, il regista di Gran Budapest Hotel mantiene l’impronta surreale che da sempre lo contraddistingue e narra, stavolta, di una stirpe canina messa in quarantena in un’isola del Giappone usata come discarica a causa di una “influenza canina” che ha colpito l’intera specie. Quello che stupisce, oltre alle ormai note capacità registiche, è il cast di tutto riguardo reclutato per il doppiaggio: Scarlett Johansson, Bill Murray, Brian Cranston, Edward Norton e Tilda Swinton, solo per citare i più famosi.

Dogman (Matteo Garrone)

La vicenda di Pietro de Negri, meglio conosciuto come “er canaro” della Magliana è al centro della nuova pellicola dell’eterno rivale di Sorrentino. Finito nelle prime pagine della cronaca nera dei giornali per l’omicidio dell’ex pugile Giancarlo Ricci, il killer è qui raccontato attraverso le tinte di un vero e proprio western metropolitano di cui ancora poco ci è dato sapere.

The Shape of Water (Guillermo del Toro)

Acclamato, applaudito e infine premiato al Festival di Venezia con il Leone d’Oro, il film uscirà nelle sale italiane il giorno di San Valentino. Anche i comuni mortali che non hanno potuto prendere parte al festival, potranno deliziare della storia d’amore, ambientata ai tempi della Guerra Fredda, tra un mostro marino e un’impiegata muta.

La mia vita con John F. Donovan (Xavier Dolan)

Ci ha commosso con Momy, ci ha stupito con Laurence Anyway, ci ha lasciati un po’ più intiepiditi con È solo la fine del mondo, ma se pensiamo che ha solo 28 anni, non possiamo non definirlo un piccolo prodigio: il giovanissimo regista canadese si mette questa volta alla prova con un film di cui sappiamo poco o niente, ma già la notizia che nel cast ci saranno Natalie Portman e la star di Game of Thrones Kit Harington lo pone sotto i migliori auspici.

Bohemian Rhapsody (Dexter Fletcher e Bryan Singer)

Biopic sulla figura di Freddie Mercury, dall’esordio nel 1970 al Live Aid nell’85. Rami Malek nel difficilissimo ruolo della rockstar: da una clip rubata dal set, unica informazione che se ne è riusciti a estrapolare, sembra che l’interpretazione non fosse niente male! L’attesa è diventata ancora più intensa.

The house that Jack built (Lars Von Trier)

Un nome, un’attesa. Ed è la filmografia a darcene un valido motivo: Le onde del destino, Dogville, Antichrist, Dancer in the dark, fino ai più recenti Melancholia e Nimphomanic. Impossibile non provare un po’ di suspance quando l’autore di simili titoli ne sta per sfornare uno nuovo. Al centro della vicenda un serial killer americano vissuto negli anni 70 interpretato da Matt Dillon.

Solo: a Star Wars Story (Ron Howard)

Anche dello spin off dedicato a Han Solo sappiamo solo che uscirà nelle sale americane a Maggio e che pare che si presenterà come un vero e proprio gangster movie nello spazio, che il tema principale della colonna sonora sarà composto da John Williams e che Alden Ehrenreich vestirà i panni dell’erede di Harrison Ford. La regia del film era stata inizialmente affidata a Phil Lord e Chris Miller, che lo hanno dovuto in seguito abbandonare a causa di alcune divergenze con i vertici che non accettavano la direzione troppo umoristica che stava assumendo il film. Ron Howard è dunque subentrato per ripristinare i consueti toni della saga, decisamente meno leggeri. Vedremo se ci è riuscito.