FRANCO CORDOVA: UN INCONTRO, TANTI RICORDI

DI CARLA VISTARINI

Incontri . Non seguo il calcio, anche se sfuggirne il bombardamento mediatico è quasi impossibile, ma oggi ho fatto un incontro molto simpatico con un campione di qualche anno fa.

Ero nel negozietto tuttofare dietro casa mia a comprare dei cavetti e accanto a me alla cassa, pronto per pagare delle cartelline, c’era un signore un po’ arruffato, dal viso simpatico e particolare. Una specie di vecchio ragazzo. O ragazzino. Era Ciccio Cordova. Io non so i nomi di nessun calciatore, o quasi, ma il suo sì. Credo perché ricorda un tempo in cui il calcio era sbarazzino, semplice, divertente e umano e non la macchina da guerra, da soldi, totalizzante e invasiva che sembra diventato oggi. Cordova è stato un personaggio, non solo un campione eclettico, e questo mi aveva colpito già da allora. Insomma gli ho detto solo una parola: “Calcio”, e lui è rimasto sorpreso, stupito che qualcuno lo riconoscesse dopo tanti anni. Ha sorriso e poi mi ha chiesto: “Ma anche il nome ti ricordi?”, e io “Certo: Cordova!”. E insomma vorrei spiegarvi meglio la luce dei suoi occhi a scoprirsi “visto”, riconosciuto. Bellissima, allegra, spensierata come quella del ragazzo che è stato quando portava gli scarpini ai piedi.. E io contenta, perché ricordare quel nome, uno dei pochi nomi di calciatori che conosco, ha regalato un attimo di felicità a qualcuno, il suo legittimo proprietario, e ovviamente, di riflesso, anche a me poi, quando è uscito e toccava a me, ho spiegato alla cassiera, cinese, che quello era stato un grande campione, e la ragazza ha fatto un cenno d’inchino col capo, in segno di rispetto, anche se naturalmente non sapeva di chi stessimo parlando, era troppo giovane. Ma ha onorato l’evento, così. Gli incontri, soprattutto quelli casuali, irripetibili e brevi, sono davvero luminosi.