TRUMP A KIM: “IL MIO BOTTONE E’ PIU’ GROSSO E FUNZIONA”

DI LETIZIA MAGNANI
“Qualcuno del suo sgangherato regime informi il Leader Coreano Kim Jong che anch’io ho sulla mia scrivania il bottone nucleare, solo che il mio è più grosso, potente e funziona assai meglio del suo”. Ridolini e Totò si inchinerebbero a Donald Trump, il quale è quanto di più divertente ci possa essere per un giornalista, perché, almeno su Twitter, non ha alcun filtro.
Che il 45esimo Presidente degli Stati Uniti sia folkloristico, al netto del taglio di capelli, ce ne eravamo già accorti, resta però il fatto che da uomo di affari e di comunicazione quale è, Trump sa benissimo che la forma è sostanza. Per questo nei suoi tweet, in questo in particolare, si coglie un certo divertimento.
La politica estera degli Stati Uniti è cambiata con lui e l’auspicio è che questo botta e risposta col dittatore coreano possa spingere ad un disgelo.
Più delle armi e dei soldi, può forse un sorriso? E’ quello che ci auguriamo tutti. Non tanto e non solo perché “occhio per occhio il mondo diventa cieco”, ma perché il vero obiettivo di Trump è quello di rendere l’America grande. Nuovamente. E per riuscirci, oltre al taglio delle tasse, deve rilanciare i consumi interni. Per questo sul fronte internazionale la sua politica sarà, come ha annunciato già in campagna elettorale, attenta, ma non interventista.
Solo vent’anni fa un’affermazione di forza del genere da parte del Presidente americano avrebbe fatto tremare il mondo intero, oggi invece fa sorridere e quindi riflettere. Trump (e chi con lui gestisce i social presidenziali) ha capito il mezzo e lo usa con grande efficacia (e vigore).
Resta che l’uomo è americano e ha un paio di torri (grattacieli) in centro a New York. Mi chiedo se Kim e Trump siano mai stati a San Gimignano? Avrebbero fatto a gara, a suon di torri. E, per fortuna, in questo singolare e particolare frangente, quella più alta è nelle mani di Trump.