BRUCIA CAPANNONE NEL PAVESE, SI TEME DANNO AMBIENTALE

DI ANNA LISA MINUTILLO

Nella serata di ieri a prendere fuoco è stato un capannone industriale sito a Corteolona e Genzone nel Pavese.
Un rogo che ha sprigionato un inquietante nube di fumo nero che desta non poche preoccupazioni poiché a bruciare sono materiali di scarto, pneumatici e plastica.
Il fumo nero ha avvolto buona parte della bassa pavese tanto da portare all’evacuazione dalla Cascina San Giuseppe ( frazione che è stata investita in modo maggiore dalla nube) di un centinaio di persone in via precauzionale.
E’ in questa frazione che l’Arpa
ha posizionato il campionatore ad alto volume per il monitoraggio degli inquinanti, che permette di rilevare l’eventuale presenza di diossine e ipa (idrocarburi policiclici aromatici), potenzialmente cancerogeni.
ll sindaco di Corteolona e Genzone, Angelo Della Valle, e quello di Inverno e Monteleone, Enrico Vignati, hanno raccomandato ai cittadini di evitare di uscire di casa se non strettamente necessario, oltre che di non utilizzare prodotti dell’orto e di tenere le finestre delle abitazioni chiuse. Queste le dichiarazioni di Vignati rilasciate stanotte : “Siamo in allarme per la nube, ovviamente tossica, visto che stanno bruciando pneumatici e plastica, che si è sprigionata dall’incendio . “Noi sindaci della zona siamo stati contattati a due ore dal suo inizio da un funzionario dell’Arpa il quale, considerato il rischio ambientale, ci ha chiesto di monitorare il paese. Questa, quindi, per noi sarà una notte di veglia per escludere che i nostri concittadini abbiamo problemi seri e, nel caso, per segnalare immediatamente all’Arpa quanto accade. Proprio per questo abbiamo subito indicato ai cittadini di sbarrare le finestre e di non uscire di casa se non per estreme urgenze”.
Il capannone che ha preso fuoco risultava essere in disuso anche se più volte sia i cittadini della zona che qualche politico locale avevano segnalato la situazione alquanto “anomala” di camion che entravano ed uscivano dalla struttura dopo aver scaricato non si sa bene cosa.
Una notte di veglia e di controllo che ha portato alla convocazione di un vertice
in Comune a Corteolona tra i sindaci e gli enti preposti all’ambiente e alla sicurezza, si è discusso anche del fatto che, almeno per ora, non sono stati trovati i documenti di legge relativi a questo capannone ed al suo contenuto.
Intanto
i vigili del fuoco e l’Arpa stanno valutando l’eventuale pericolo ambientale, le indagini non escludono l’ipotesi di un gesto doloso alla base del rogo che i pompieri stanno faticando a domare anche per problemi di approvvigionamento idrico. I vigili del fuoco devono inoltre affrontare l’eventualità che il tetto del capannone, realizzato in lamiera, possa crollare da un momento all’altro, a causa dell’intensissimo calore a cui è sottoposto da ore.
Molte le domande a cui rispondere soprattutto all’indirizzo della mancanza di vigilanza delle strutture abbandonate che possono trasformarsi in eventi pericolosi quando si verificano situazioni come questa.