ETCIU’! ARRIVA L’INFLUENZA E METTE A LETTO 2MLN DI ITALIANI

DI CHIARA FARIGU

Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute, sono oltre due milioni gli italiani a letto con il virus dell’influenza, un 30% in più rispetto agli anni precedenti. Il picco vero e proprio è atteso per la metà di gennaio, bambini e anziani i più colpiti. E intanto si registrano le prime vittime: 3 in Puglia, una a Bologna, mentre a Udine due pazienti versano in gravi condizioni e in tutta Italia gli ambulatori medici risultano intasati. Temibili più della sindrome influenzale sono le complicanze soprattutto in soggetti già debilitati da altre patologie come diabete, malattie cardiache, polmonari o oncologiche. Il fatto che si registri una maggiore incidenza del virus non significa che ci troviamo dinanzi ad una influenza più “cattiva”, spiega Gianni Rezza, direttore del dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità Gianni Rezza, ma dal fatto che siano presenti più virus contemporaneamente.
SINTOMI:
I sintomi vanno dalla comparsa della febbre alta con esordio improvviso alla tosse secca e stizzosa con mal di testa, dolori muscolari e addominali accompagnati da nausee diarree e vomiti. Presenti anche perdita di appetito, naso congestionato e difficoltà a prendere sonno.

QUALI LE PRECAUZIONI?

Il vaccino antinfluenzale rimane la miglior prevenzione soprattutto in pazienti con altre patologie, negli anziani e bambini. Vaccino che protegge, è bene ricordarlo, solamente dal virus influenzale mentre è inefficace per i virus para-influenzali, vale a dire le classiche malattie da raffreddamento invernali. Chi volesse vaccinarsi, affermano i medici, è ancora in tempo anche se la copertura non è in più garantita, poiché il siero impiega circa 10 gg per diventare efficace ed il picco previsto è ormai alle porte.
Altro fattore da tenere sempre a mente è l’igiene personale. Il lavaggio delle mani, soprattutto dopo essere stati a contatto con altre persone, specie se ammalati, o con supporti potenzialmente contaminati come monete, telefoni, apparecchiature tecnologiche varie.

COME CURARLA?

Essendo l’influenza una patologia virale va curata con terapia sintomatica, quindi sì all’uso di antiinfiammatori e antipiretici, antibiotici, così come il ricovero in ospedale, solo se necessario e in caso di complicanze particolari. Il riposo a letto, l’utilizzo di bevande calde e tisane a base di cannella, di anice o chiodi di garofano possono alleviare i fastidiosi sintomi secondari. Senza dimenticare la classica spremuta d’arance, ricca di vitamina C e di esperidina, un potente antiinfiammatorio, vero toccasana contro i malesseri influenzali.

Ma quand’è che una “normale” epidemia influenzale si trasforma in una temibile pandemia?

La PANDEMIA, dal greco pan-demos = tutto il popolo, è un’epidemia di ben più vaste proporzioni la cui diffusione interessa più aree geografiche del mondo, facendo registrare un altissimo numero di casi ed una mortalità elevata. Di queste, secondo l’OMS, ne compaiono circa tre in ogni secolo, la SPAGNOLA, l’ASIATICA, e l’influenza di HONG KONG, le più cruente del XX secolo.

La 1^, la SPAGNOLA, così chiamata in seguito ad un decesso avvenuto nella casa reale spagnola, si sviluppò e si diffuse negli anni 1918-19, causando il più elevato numero di morti per influenza: oltre 50 milioni di morti in tutto il mondo, anche se altre stime più recenti parlano di cifre ben più consistenti. Molti decessi avvennero nell’arco di pochi giorni dal contagio dell’infezione, altri per complicanze successive. E, a differenza delle influenze che solitamente mietono vittime tra i bambini e gli anziani, le due categorie più fragili e più esposte al contagio, la Spagnola non risparmiò giovani e adulti in buona salute, tanto da essere descritta come “il maggior olocausto medico della storia”, al pari della peste nera, la terribile pandemia del Trecento che causò la morte di un terzo della popolazione europea.

L’Asiatica, un tipo di influenza di natura aviaria, prese il nome dal virus identificato per la 1^ volta in Cina, si sviluppò e si diffuse negli anni 1957-58. Il ceppo della malattia ebbe origine da una mutazione delle anatre selvatiche (aviaria, appunto) in combinazione con un ceppo umano già esistente: un connubio letale che causò la morte di circa 4milioni di persone.

L’influenza di Hong Kong, dal nome del virus identificato per la 1^ volta nella città nipponica agli inizi del 1968, si diffuse successivamente in America provocando circa 34.000 decessi tra i 50milioni infettati. Il ceppo del virus ebbe origine da un meccanismo detto “spostamento antigenico”, ovvero geni di diversi tipo unitesi tra di loro per formarne uno nuovo. Un sottotipo del virus è ancora in circolazione.

Le pandemie, come detto, avvengono irregolarmente e si sviluppano quando un nuovo ceppo dell’influenza viene trasmesso all’uomo da un’altra specie animale, i suini, le galline e le anatre, quelli maggiormente responsabili. L’OMS ha reso noto che un sostanziale rischio di pandemia è sempre dietro l’angolo, vuoi per la puntuale comparsa di un virus pandemico ogni 20-40 anni e vuoi per il continuo rimescolamento antigenico di virus di origine animale ed umano atto a formarne uno nuovo pronto ad aggredire e a diffondersi da persona a persona con sistema immunitario scarsamente attivo per debellarlo.

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