FIORI D’ACCIAIO, LIBERE DI ESPRIMERE LE PROPRIE IDEE

DI RITA DALLA CHIESA

Un giorno speciale d’estate, di parecchi anni fa. Paola Lucidi si era appena sposata, in municipio, ed era splendida in un rosso azzardatissimo. Marina e io, accanto a lei, le amiche tipo grilli parlanti …le volevamo molto bene. Eravamo tutte e tre giovani, belle, con la voglia di divertirci, e di dissacrare i falsi perbenisti dei salotti romani, di portare avanti le nostre battaglie per la difesa degli animali, fregandocene dello snobismo impalato di alcune poveracce che pensavano fossimo esagitate.

Ma chissenefregava di loro, avevamo la nostra vita da graffiare. Fino a quando non siamo inciampate tutte e tre, facendoci molto male tutte e tre, ma sotto gli occhi di tutti, senza nasconderlo e nasconderci dietro gli uffici stampa. Ma il male di Marina e’ stato il più’ bastardo di tutti. E lei si è’ dimostrata da subito una guerriera implacabile, che ha contrastato per 16 anni. Ha preso in giro il cancro con la sua bellezza, con la sua autoironia, i suoi cappelli pazzi, ma sempre elegantissimi . Soffriva fortemente, ma non gliela dava vinta, al male. Si faceva trovare pronta a riceverlo perfettamente curata e truccata, tacchi altissimi in tv, e ballerine in borsa.Quante cose che noi pensavamo lei ha avuto il coraggio di dire? Un applauso a te, Marina, che sei stata come noi. A come avremmo voluto essere. Libere.