LA BEFANA VIEN DI NOTTE CON LE SCARPE TUTTE ROTTE

DI LUCA BILLI

Gli antichi Romani, facendo proprie alcune tradizioni che erano presenti in tutta l’Italia centrale e che si rifacevano a credenze antichissime, celebravano dodici notti nel cuore dell’inverno, dal solstizio al momento in cui la natura sembrava finalmente rinascere. Erano notti dense di mistero, in cui i confini tra il regno dei morti e quello dei vivi tendevano a diventare sempre più labili. In queste dodici notti alcune mitiche figure femminili volavano sui campi per propiziarne la fertilità nell’anno che stava per cominciare. E’ così che nasce la befana.

A dire il vero quel numero dodici era un tentativo per dare un ordine a qualcosa che faticava a essere inquadrato in un altro modo. Furono infatti i Romani a imporre il loro calendario solare, basato appunto su dodici mesi, rispetto a quello lunare, ossia il loro calendario patriarcale, segno di una società dominata dagli uomini, rispetto a quello sottoposto alla luna, alle donne e alla loro dea primigenia, la Gran madre. Come noto, i cristiani non fecero altro che sovrapporre le loro feste a quelle romane. Il giorno in cui veniva celebrato il Sol invictus divenne il giorno in cui loro festeggiavano la nascita di Gesù e dodici giorni dopo – perché anche loro preferivano mettersi sotto il segno maschilista del sole – decisero di celebrare l’epifania, ossia il momento in cui quel bambino, nato in un povero paese della Giudea, il figlio di un oscuro falegname di Nazareth, si era manifestato al mondo nella sua maestà divina, tanto da essere onorato da alcuni re venuti da ogni angolo del mondo, guidati da una stella, portando doni preziosi e esotici.

Ma nonostante i Romani e nonostante i cristiani, quelle creature misteriose, il cui tempo era segnato dalle fasi lunari, dal ciclo femminile e dall’alternarsi delle stagioni, riuscirono a resistere, presero il nome, storpiandolo, da quella nuova festa dei cristiani e continuarono a volare nelle lunghe notti invernali, cominciando anch’esse a portare doni. Erano certo creature benigne, ma erano anche pronte a punire, se noi mortali lo avessimo meritato; e spesso lo meritiamo. Ovviamente non mancò la reazione dei maschi che, non potendo sconfiggere quelle potentissime creature, le dipinsero vecchie e brutte, con i vestiti laceri. E cominciarono a fare roghi per bruciare quelle streghe nella notte dell’epifania.

La befana riuscì comunque a resistere ancora. E’ stata sconfitta – e questa volta per sempre – soltanto dalla forza della pubblicità.