GIUSTIZIA E LIBERTA’: PAOLO BAGNOLI, QUALCUNO FERMI SCALFARI

DI CARLO PATRIGNANI

Qualcuno fermi Scalfari, e lo faccia tutte le volte che vuole scrive di Carlo e Nello Rosselli. Così lo storico e docente di Storia delle Dottrine Politiche all’Università di Siena, Paolo Bagnoli esprime tutta la sua indignazione per quanto il fondatore di Repubblica scrive nell’editoriale domenicale Emma e il Pd nel ricordo di Giustizia e Libertà.

Cos’è che non va nel fondo di Scalfari, tanto da farle chiedere di fermarlo?

Intanto ve detto subito che oggi Scalfari ci offre alcune perle che, prima di farci indignare, ci impietosiscono, risponde d’istinto lo storico, autore del saggio Invito all’azionismo – Scritti storico-critici sul Partito d’Azione: idee e uomini, uscito per Biblion edizioni alla fine del 2016.

Fatta questa premessa, entriamo nel merito delle perle che ci offre Scalfari: quali sono, di che si tratta?

Da tanti anni ci occupiamo dei fratelli Rosselli e sappiamo bene chi erano e cosa facevano. Ora Eugenio ci viene a dire che i fratelli Rosselli erano, come scrive su Repubblica, due antifascisti emigrati in Francia dove facevano l’uno il medico e l’altro l’insegnante di Lettere e Filosofia. Di questo passo verremo a sapere che la signora Amelia, madre dei due, svolgeva pure lavoretti a domicilio!! Ma come si fa, come si fa a passare cose del genere? E’ chiaro che a Repubblica nessuno rilegge i pezzi del fondatore.

Non risulta, dunque, corrispondere alla realtà della storia e della vita dei fratelli Rosselli quel che ci offre Scalfari?

Tanto Carlo e Nello vissero con i beni di proprietà, di famiglia. Carlo che faceva lotta politica contro il fascismo, finanziò Giustizia e Libertà mentre Nello era uno libero storico cui era preclusa la carriera universitaria. Non emigrarono in Francia: Carlo scappò da Lipari dove era stato confinato dal Regime e andò in Francia: semmai era un fuoriuscito! Anche Nello che viveva a Firenze andò in Francia: entrambi ebbero il passaporto perchè era stato ormai definito il piano dei servizi segreti del Regime di farli fuori, altro che emigrati!

Rimesse a posto dal punto di vista della storia e della vita dei due fratelli eliminati a Bagnoles-de-l’Ome dai miliziani della Cagoule formazione eversiva di destra francese, su mandato dei servizi segreti fascisti e di Galeazzo Ciano, c’è dell’altro?

C’è la sostanza politica della tesi di Scalfari, per cui l’avvicinarsi dei radicali al Pd è solo frutto di un lungo percorso che parte proprio dalla vicenda rosselliana: ci limitiamo a ribattere e precisare che, tra tante libertà esistenti, c’è anche quella alla menzogna. E poi il referendum sul divorzio del ’74 , la straordinaria vittoria del No, non fu per l’iniziativa di Marco Pannella, come sostiene Scalfari, semmai per l’iniziativa politica e legislativa di un liberale, Baslini e di un socialista, Fortuna, autori della legge su cui per volere dalla parte più retriva del mondo cattolico e dei fascisti, si fece il referendum al quale Pannella e i radicali diedero il loro  contributo come fecero tantissimi altri.

Insomma, si tratta di uno scivolone completo di Scalfari e di Repubblica?

Ebbene, sì. Con la storia rosselliana, con Giustizia e Libertà e con il Partito’Azione, il Pd, Renzi, Prodi, Veltroni e lo stesso Tabacci non c’entrano nulla, come invece vorrebbe Scalfari. Naturalmente tramite processo storico-politico ha, nell’azione scalfariana e nel ruolo di Repubblica, il suo centro motore. Assurdità, falsità e – lo diciamo con dolore – malafede si mescolano segnando anche per questo verso la miseria culturale e politica cui siamo giunti.