LIBRI. TRUMP, IL LIBRO DELLO SCANDALO

DI ELENA PINTORE

Fire and fury: inside the Trump White House” è il libro-verità o meglio il libro-bomba su Donald Trump, in vendita negli Stati Uniti dalla mezzanotte di venerdì 5 Gennaio subito balzato in cima alla classifica di libri più venduti.

I lettori, per potersi aggiudicare il libro, hanno sfidato il freddo glaciale che notoriamente avvolge gli USA in questo periodo dell’anno, aspettando pazientemente in fila fuori da una libreria di Washington che per l’occasione ha aperto al pubblico nel cuore della notte.

Informato sull’imminente uscita, Trump aveva intimato alla casa editrice “Henry Holt and Company” di bloccarne la pubblicazione.

Per tutta risposta l’uscita prevista per il 9 gennaio è stata anticipata al 5 gennaio.

L’autore è Micheal Wolff, infiltrato in incognito nello staff di Trump, ha potuto indagare sui sentimenti che animano i collaboratori del Presidente, tra questi anche l’ex braccio destro del tycoon Steve Bannone che accusa Trump senior e Trump Junior di incontri eversivi con i russi nelle fasi cruciali della campagna elettorale.

Micheal Wolff è l’uomo del momento, intervistato da Savannah Guthrie non rinnega quanto scritto e chiarisce di non aver estorto o travisato informazioni, al contrario forte di registrazioni e appunti che documentano come Trump fosse al corrente dell’intervista rilasciata non sente di temere alcuna conseguenza da eventuali minacce provenienti dalla White House.

Una definizione che tutti hanno dato sul Presidente Trump è che si comporta come un bambino. Inoltre non legge, non ascolta. E’ come un flipper. Ha bisogno di gratificazione immediata. Ruota tutto intorno a lui…”.

Il quadro dipinto sull’uomo più potente degli USA è impietoso.
Il Presidente Trump, ha sempre temuto di venire avvelenato e già in tempi non sospetti e precedenti al suo impegno politico, ha definito come “salvezza” il cibo del McDonald’s.

Si apprende dal libro:“A lungo timoroso di essere avvelenato, direbbe che un motivo per cui gli piace mangiare da McDonald’s è perché nessuno sa che ci stava andando e il cibo è preparato in modo sicuro“.

La capigliatura è notoriamente oggetto di scherno, è la figlia Ivanka che svela la procedura all’origine dell’acconciatura del padre: “prima si crea una pelata completamente rasata, un’isola contenuta dopo un’operazione per ridurre il cuoio capelluto, circondata da un folto cerchio di capelli intorno ai lati e alla fronte. Poi tutte le estremità di questo cerchio sono tirate su per incontrarsi al centro e poi essere raccolti sulla nuca e fissati con uno spray solidificante”.

Mentre l’origine del suo colore è da attribuirsi ad una tinta:”Il colore è il risultato dell’applicazione di un prodotto che si chiama ‘Just for Men’, che più viene lasciato in posa più diventa scuro. L’impazienza di Trump è l’artefice del suo colore biondo arancio”

La figlia Ivanka sarebbe la vera lady del Presidente, secondo Steve Bannon sarebbe “stupida come un mattone” ma molto ambiziosa, se infatti si fosse prospettata l’occasione, sarebbe stata lei a candidarsi alle Presidenziali.

Della consorte Melania, Wolff rivela che il giorno dell’insediamento piangeva calde lacrime ma non di gioia, reduce da un litigio con il marito.

Il libro rivela che “Donald e Melania alla Casa Bianca dormono in camere separate. Non succedeva dall’epoca dei Kennedy. Se sono nella stessa città lei si rifiuta di dormire con lui.

Marito poco devoto e con l’atteggiamento del predatore sessuale che usa tattiche e stratagemmi per entrare nel letto delle mogli degli amici.

Cercava di convincere la donna che il marito non era poi quello che pensava, il suo metodo era quello di convocare il suo amico nel suo ufficio e cominciava a parlare di sesso… ‘Alle tre mi arrivano ragazze da Los Angeles. Possiamo andare di sopra e spassarcela’. Il tutto mentre la moglie dell’amico stava al telefono in viva voce ad ascoltare”.