E’ QUESTA L’ITALIA FASCIOLEGHISTA CHE VERRA’ ?

DI RAFFAELE VESCERA
“Ho assistito a scene di razzismo durante la partita. Le persone deboli cercano di intimidire con l’odio. Io non riesco a odiare e posso solo essere dispiaciuto per coloro che danno questi cattivi esempi. Il calcio è un modo per diffondere l’uguaglianza, la passione e l’ispirazione ed è questo per cui sono qui. Pace”.
Con queste parole esemplari per carattere e intelligenza, il calciatore francese di origini africane in forza alla Juventus, Matuidi, ha commentato sul suo profilo Fb gli insulti ricevuti, ahinoi, persino nella non razzista Sardegna. I maestri dell’odio e della stupidità sono da molto tempo in azione e trovano adepti ovunque, approfittando dei peggiori sentimenti della natura umana, disprezzare qualcuno per non sentirsi gli ultimi, qual sono intellettivamente e socialmente i razzisti.
Il tutto mentre la federazione gioco calcio gira la testa o se interviene lo fa con multe ridicole per i colossali bilanci della serie A. Ricordate le battutacce razziste e sessiste di Tavecchio? Un presidente mandato via non per i suoi ignobili principi ma per essere riuscito nell’impresa impossibile di non portare la nazionale ai mondiali di calcio. Pare che nel mondo del pallone, tra dirigenza e curve si concentri il peggio di questo paese.
Ben vengano le personali reazioni dei calciatori presi di mira dal razzismo imperante, ma se si unissero in gruppo programmando un’azione simbolica di protesta collettiva? I meno giovani ricordano la protesta dei campioni olimpionici afroamericani a Città del Messico negli anni ’60 quando, sul podio per la premiazione, esibirono i pugni fasciati da guanti neri sollevando un clamore internazionale? Bene farebbero in nostri a presentarsi in campo con una fascia nera al braccio insieme ai guanti. Lo stesso Matuidi se ne dovrebbe fare promotore, visto che è proprio tra i tifosi della sua Juventus che il razzismo è diffuso, come e forse più che altrove.
Il razzismo negli stadi è diretta espressione di quello diffuso nella società da gruppi neonazisti e leghisti e non riguarda solo i calciatori di colore: i napoletani, insultati con cori vergognosi non solo negli stadi del Nord, ne sanno qualcosa. Proprio ieri la consigliera comunale napoletana Francesca Menna, in viaggio tra Verona e Napoli sul treno Italo (ironia della sorte), ha denunciato un terrorizzante episodio di razzismo con queste parole: “Ho dovuto sentirmi per più di 4 ore cori che inneggiavano alla morte mia in quanto meridionale, dicevano che puzzo, che siamo mongoloidi e africani (come se fosse un’offesa), che io sono una p…na (poiché tutte le mamme meridionali lo sono) e che ammazzarci non è un reato! Alcune cose le dicevano in dialetto ed avendo una mamma friulana per assonanza parecchie cose le capivo (e non posso riportarle). E’ ignobile dovere sopportare questa violenza senza sentirsi in qualche modo protetti e rispettati, è ignobile che una signora anziana, sola e terrorizzata ci guardava per avere conforto, è ignobile dovere essere umiliata da squadristi senza potere dire una parola per non scatenare la violenza del branco, è ignobile che in Italia persone con gravi disturbi del comportamento sociale possano, in gruppo, fare scorribande violente senza alcun controllo, è ignobile che questi giovani virgulti possano ostentare corpi tatuati con svastiche e croci celtiche con tanto di data 1939.”
E’ questa l’Italia che ci stanno preparando i razzisti, non solo della lega nord? Meditate meridionali che pensate di votare lega, ove salissero al potere, le prime vittime sareste voi. Come Ugo Lombroso fu vittima, perché ebreo,  delle leggi razziali fasciste ispirate da suo padre Cesare Lombroso. Quel Cesare precursore delle teorie “scientifiche” (vabbè) sulla minorità della razza meridionale, cui è vergognosamente dedicato un cupo museo a Torino, oltre a numerose strade nelle città italiane. Quell’ignobile Lombroso la cui immagine è stata esposta dai bergamaschi tifosi dell’Atalanta sugli spalti del San Paolo durante la partita con il Napoli, mentre la polizia impediva l’ingresso ai tifosi napoletani che avevano con sé un’innocua bandiera delle Due Sicilie, intanto che è permesso esibire bandiere naziste e ai veneziani, ai lombardi e ai toscani portare quelle dei loro stati passati. Bandiera delle Due Sicilie forse non tanto innocua forse, vista la paura con cui viene accolta da questa nazione dimidiata. Siamo tutti responsabili della deriva razzista di quest’Italietta, nessuno si senta escluso, politici che per non perdere voti al Nord tacciono, e opinionisti nazionali che fanno altrettanto perché non si rendono conto della gravità del razzismo o perché essi stessi portatori degli stessi ignobili pregiudizi, ampiamente diffusi nella coscienza media italiota da interessati cattivi maestri. Potrei farvi un elenco lunghissimo di presentatori televisivi e giornalisti antimeridionali, ma vi risparmio per amor di quiete. Per dirla con Martin Luther King, non sono i malvagi a spaventarci quanto il silenzio dei giusti.