BULLISMO: PER IL PAPA E’ OPERA DI SATANA NON DI UN MALESSERE ESISTENZIALE

DI CARLO PATRIGNANI

E così il bullying, alias il bullismo, che, di solito, si manifesta con atti di violenza e di aggressione fisica o verbale senza motivo, va derubricato dal lavoro di psicoterapeuti e psicologi per non essere un malessere, un disturbo esistenziale e dalla ricerca sul perchè e come insorge per poter curarlo, in quanto, parola di Papa Francesco, è opera di Satana. 

La propria diagnosi, il Papa l’ha così formulata: forse gli psicologi daranno le loro spiegazioni di questa volontà di annientare l’altro perché è debole, ma io dico che questa è una delle tracce del peccato originale. Questa è opera di Satana, e ha aggiunto una perla: quanta malvagità anche nei bambini, prendersela con i più deboli! 

In tal modo, il Papa ha non solo preso il posto di psicoterapeuti e psicologi ma anche tolto dalla disperazione i genitori di un ragazzo, e a volte di una ragazza, perchè la violenza invisibile, poi visibile, non risparmia l’altra metà del cielo, che mettono in atto comportamenti tali da terrorizzare, da annichilire la vittima prescelta, quando e se va bene.

Non solo, ma attribuendo con assoluta certezza ai bambini (!!) la malvagità innata per il peccato originale, il Papa ha ribadito che spetta solo alla Chiesa occuparsi della realtà umana perchè solo essa possiede le chiavi della conoscenza dell’umano: tutti nasciamo con il peccato originale, siamo tutti figli di Caino, punto e basta.

Non ci sarebbe tanto da scandalizzarsi, visto che la libertà religiosa è riconosciuta dalla Costituzione, se questa pretesa indiscutibile di conoscenza dell’umano restasse entro le mura del Vaticano e nei luoghi di culto, le chiese: in fondo, affare di chi crede e ci crede.

Ma se affermazioni, meglio messaggi del genere vengono rivolti al mondo intero – urbi et orbi – e sono riportati a tutta pagina e/o rilanciati dai media, un enorme problema, per uno Stato laico e non confessionale, si pone: rispondere e contrastare l’imposizione gentile di una dottrina, quella cattolica, per rinsaldare una ormai ben datata egemonia che fa acqua da tutte le parti.

Il silenzio tombale del gotha culturale e politico della sinistra, sia ex-comunista e sia ex-socialista, è scontato: il centro degli interessi è occupato da ben altre questioni.

L’antropologia, la conoscenza dell’umano, con cui contrastare la pretesa egemonica della Chiesa, non trova posto nei programmi o nei progetti culturali e politici della sinistra: stupidamente si crede, forse, che con essa non si mangi e che non porti voti: non a caso i consensi diminuiscono e aumenta il non voto per le mancate risposte al benessere non solo fisico ma soprattutto mentale.