LA DISCUSSIONE E’ FINALMENTE APERTA SULLA GRATUITA’ NELL’UNIVERSITA’

DI GIULIA RODANO

Si è aperta una grande discussione sulla gratuità dell’Università. Al di là della effettiva possibilità di realizzarla e del costo, però penso che chiunque si dica di sinistra non possa che essere d’accordo che l’effettivo esercizio dei diritti debba essere pagato dalle tasse, effettivamente progressive, sul reddito e sul patrimonio, non da tariffe, ticket, partecipazioni alla spesa che fatalmente finiscono per pesare di più sulle tasche dei più poveri. 3000 euro l’anno per il salario povero pesano molto di più di 9000 euro sul un reddito ricco. L’aumento delle imposte indirette e della partecipazione al costo dei servizi e la diminuzione delle imposte dirette è sempre stata ed è ancora oggi la linea delle forze di destra. I segnali devono essere chiari e univoci. Per questo non penso che sia sbagliato dire che l’università deve essere gratuita. Poi ragioniamo su tutte le possibili mediazioni. Ma affermare con chiarezza che l’università pubblica è pagata dallo Stato e non dagli studenti come dice la destra a me sembra sacrosanto.
Come chiaro e univoco deve essere la linea sul lavoro. Dire che si vuole una tutela crescente che elimini le mancate tutele attuali è una prudenza eccessiva e incomprensibile. Si dica che si vogliono tutele crescenti compreso il reintegro. Non so se è sufficiente, ma almeno sarebbe chiaro.

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