SCATTATA ALL’ALBA L’OPERAZIONE STIGE, 170 ARRESTI

DI MARINA POMANTE

Portata a termine nella notte la maxi operazione tra Italia e Germania dell’inchiesta denominata “Stige”. Arrestate 170 persone tra Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e la Germania. Una enorme inchiesta, finalizzata e capillare, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro.
Sono finite in carcere 131 persone e 39 agli arresti domiciliari, tra questi, 10 amministratori locali di 5 comuni. Su tutti spicca il nome di Nicodemo Parrilla sindaco di Cirò Marina e presidente della provincia di Crotone, con l’accusa di associazione mafiosa, secondo la Dda di Catanzaro, avrebbe “sempre piegato gli incarichi elettivi per curare gli interessi della consorteria”.
Nell’indagine composta da 1300 pagine, che riassume il lavoro della Dda, c’è di tutto, un controllo capillare sul territorio tra le province di Crotone e Cosenza. E’ emerso come nei decenni la cosca Farao-Marincola di Cirò Marina e del clan Giglio di Strongoli, sia arrivata a realizzare un sistema in grado di controllare ogni settore della vita economica e sociale del territorio. Gli affiliati avevano il controllo su tutto, dalla gestione del porto di Cirò, al commercio del pesce, dalla raccolta dei rifiuti, al business dei migranti, nonché il settore turistico e il giro delle slot machine, anche l’affare del vino “Cirò” era entrato nel controllo mafioso con l’acquisizione di alcune cantine. Inoltre, i servizi di onoranze funebri ed il controllo del legno dei boschi della Sila.
Le accuse contestate comprendono i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, favoreggiamento, turbativa d’asta e corruzione elettorale. Sono stati sequestrati beni per circa 50 milioni di euro. Anche in Germania, gli uomini del Ros hanno eseguito 13 arresti nelle zone dell’Assia e di Stoccarda dove era attiva la cosca dei “Cirotani”, che si occupava dei prodotti vinicoli e dei semilavorati per pizze. l’inchiesta ha evidenziato come i cittadini fossero sottomessi al volere della ‘ndrangheta, dai rapporti della Procura, l’esempio di un’azienda agricola e di un frantoio, dei quali, il boss Salvatore Giglio ha impedito la vendita ai due imprenditori allontanando l’ex deputato Franco Laratta e il sindaco di Petilia Policastro Amedeo Nicolazzi influenzando le trattative avviate.