ROMA SPOLPATA. LA REGIONE LAZIO VUOL VENDERE IL QUATTROCENTESCO PALAZZO NARDINI

DI SANDRO MEDICI

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Lo sospettavamo, ma ora è ufficialmente confermato: il quattrocentesco Palazzo Nardini di Via del Governo Vecchio è in vendita. L’attuale proprietario, che è la Regione Lazio, ha così definitivamente abbandonato ogni ipotesi di riutilizzo pubblico dello stabile, uno dei più suggestivi edifici rinascimentali, situato a un soffio da Piazza dell’Orologio e a due passi da Piazza Navona.
La società incaricata della vendita ne magnifica le caratteristiche, spiegando che si tratta di un complesso di pregio squisito, con una superficie utile di 6.500 metriquadri, con sale, saloni, porticati e scalinate, ben due cortili per parcheggiare e perfino una torretta panoramica. Insomma, adattissimo a ospitare un insediamento di stra-lusso, turistico o abitativo che sia. A leggere questa paccottiglia, non si sa bene se avvilirsi o indignarsi, rassegnarsi o incollerirsi. Chi ama Roma, i suoi colori, i rumori, gli odori, il suo respiro, si sente inflitto da una pena crudele. Non per istinto conservativo o per un riflesso passatista, ma per la pena di veder spolpata, svilita e deturpata la città, la sua armonia, il suo fluido sentimentale.
La storia di Palazzo Nardini è un fascinoso pezzo della storia di Roma, il cui ultimo capitolo venne scritto negli anni settanta dal movimento femminista, che lo occupò per quasi un decennio, trasformandolo nella Casa delle donne. Poi tre anni fa venne occupato un’altra volta, ma per poche ore, solo simbolicamente, proprio per rivendicarne l’utilizzo pubblico. La risposta fu quella di murarne immediatamente l’ingresso: e ora se ne capisce la ragione.
Ma perché permettiamo a questi amministratori spregiudicati di abusare del loro potere sfruttando, sciupando e svendendo un meraviglioso patrimonio che è di noi tutti e tutte? Guardate che la Regione Lazio non si fermerà: dopo Palazzo Nardini, sarà la volta dell’ex ospedale Santo Spirito, poi del complesso del Forlanini e poi chissà di cos’altro ancora…