MULTE CANCELLATE A VIP E FALSI PASS DISABILI A ROMA

DI PATRIZIA ING. LASSANDRO

Sono migliaia le multe cestinate, distrutte o annullate sfruttando pass di persone disabili, per agevolare amici e parenti.

Falso e truffa ai danni dello Stato sono le accuse contestate dalla Procura per mezzo del Pubblico Ministero Laura Condemi a tre vigili urbani e undici privilegiati della Roma “bene”. L’ inchiesta giudiziaria è partita in seguito alla denuncia di una dipendente dell’ Ufficio Contravvenzioni. La donna si era rivolta alla Corte dei Conti, ma gli atti sono poi finiti anche a piazzale Clodio. Da qui le perquisizioni alla ricerca non solo di riscontri sui reati ipotizzati, ma anche per verificare se dietro i presunti illeciti ci sia stata un’ attività corruttiva.
A tal fine, gli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, guidati da Cosimo Di Gesù, hanno perquisito l’ Ufficio Contravvenzioni, dove i cinque hanno prestato servizio, ed i Dipartimenti Attività Culturali e Sviluppo e Valorizzazione, dove sono attualmente impiegati.
Tra gli imputati compaiono anche i nomi dei fratelli Silvio e Alessandro Bernabei, gli imprenditori di Trastevere che nel 2011 denunciarono soprusi da parte di tre vigili che ora sono a processo per concussione.
Enrico Riccardi, dipendente dell’Ufficio Notifiche, difeso dall’avvocato Antonio Paparo, era una delle chiavi per accedere ai non dovuti benefici. Dal 2007 al 2011, avrebbe abbonato 1.288 multe ai veicoli riconducibili a due società degli imprenditori, la Spirit Service e la Bernabei Liquori. Secondo la pubblica accusa, il funzionario, abusando dei suoi poteri avrebbe «con i privati istigatori e beneficiari del profitto derivante dal reato, soppresso o occultato le relate di notifica di contravvenzioni al codice della strada», con «artifizi e raggiri», gli imputati avrebbero, così ottenuto un ingiusto profitto «consistente nel mancato saldo delle sanzioni». Alessandro Bernabei non avrebbe pagato complessivamente 73 mila 391 euro, mentre Silvio non avrebbe versato 30 mila e 413 euro. Con le stesse modalità, Riccardi avrebbe agevolato altri due conoscenti, per un valore rispettivamente pari a 2.721 e 2.137 euro, anche mediante attestazioni false inerenti l’uso di autoveicoli utilizzati da persone diversamente abili. Lo stesso metodo sarebbe stato usato da Lucia Pascazi e Marco Conti, per favorire conoscenti, commettendo il fatto con abuso dei poteri inerenti la propria funzione di pubblico ufficiale, dipendente dell’Ufficio notifiche di Roma Capitale.