DA UN CONCORSO DI BELLEZZA PER DISABILI A MISS ITALIA, UNA SFIDA POSSIBILE

DI RENATA BUONAIUTO

Laura Miola, ha ventisette anni, vive a Scauri, in provincia di Latina, è laureata in Metodi e Tecniche della Comunicazione e ad Aprile dello scorso anno ha sposato il suo fidanzato “storico”, Salvatore. Fin qui nulla di speciale, ma Laura ha qualcosa in più.
A soli tre anni ha cominciato a combattere con una patologia che anno dopo anno indeboliva le sua gambe,rendendole faticosa anche una semplice passeggiata, una corsa. Tanti gli specialisti consultati ma, nessuno in grado di scoprirne la causa. Solo a 24 anni, quando oramai la carrozzina era diventata l’amica più fidata, Laura, ha incontrato Il dottor Davide Pareyson e finalmente la sua patologia ha avuto un nome “Charcot-Marie –Tooth”.Un senso di liberazione l’ha avvolta, si trattava di una neuropatia ereditaria che colpisce il sistema motorio sensitivo. La carrozzella avrebbe accompagnato i suoi giorni ma, adesso finalmente sapeva perché.
Non ha mai vissuto la malattia con rassegnazione ma, non ha nemmeno inteso combatterla con la rabbia, l’amarezza che seppur legittimi sentimenti, le avrebbero impedito di continuare a sorridere. Il suo sorriso voleva ancora regalarlo a quanti incrociava sulla sua strada e forse per questo, quando ha scoperto dell’esistenza di un concorso di bellezza per disabili, ha deciso di prenderne parte.
Ha superato tante selezioni che spaziavano dalla cultura generale, alla conoscenza d’inglese, alla capacità di diffondere messaggi sulla disabilità che potessero essere di spinta ed incoraggiamento a quanti vedevano la loro vita finita per sempre.
Ha lottato Laura ed è giunta fino a Varsavia per le finali del Miss Wheelchair World. Un ‘occasione, un’esperienza che ha rafforzato le sue certezze.“Questo concorso di bellezza, è stata un’occasione per dimostrare che ogni donna è meravigliosa sia sui suoi piedi che sulle sue ruote e mi auguro che arrivi un messaggio positivo, che inizi a cambiare l’immagine delle persone con disabilità ma soprattutto mi auguro che cambi l’immagine che spesso i disabili hanno di se stessi: la carrozzina non deve rappresentare un limite. Anzi, spero che un domani un concorso come questo non ci sia più perché finalmente si potrà gareggiare insieme alle altre ragazze normodotate”.
Ed è proprio questo il suo sogno ed il suo impegno, quello di poter partecipare a Miss Italia. “Mi piacerebbe vedere un concorso dove tutti siano messi sulla stessa linea di partenza”.Perché la bellezza non si ferma davanti ad una carrozzella ed ancor di più, la sua vita non si ferma con quella che da anni oramai considera la sua “miglior amica”. I limiti per Laura sono altri, quelli “mentali” e quelli “architettonici” ma, se per uno scalino da superare basterebbe veramente poco, per le diffidenze psicologiche c’è ancora molto da fare. “Le persone danno per scontato che la nostra vita sia fatta solo di dolore e sofferenza, non si rendono conto, invece, che la nostra è un’esistenza come le altre, fatta di momenti brutti, certo, ma anche e soprattutto di cose belle”.
Grazie a Laura, qualcosa abbiamo iniziato a capirlo, e se prima o poi ci capiterà d’incontrare il suo sorriso sul palco di Miss Italia, ricordiamoci che possiamo votarla solo se saremo in grado di dimenticarci della sua carrozzina e di valutare la sua bellezza, il suo coraggio, la sua simpatia, perché è solo questo quello che i disabili ci chiedono. Abbattiamo le barriere architettoniche ma prima ancora quelle della nostra mente.