ABOLIRE LE TASSE UNIVERSITARIE PER FAR RIPARTIRE L’ASCENSORE SOCIALE

DI VANNI CAPOCCIA

La percentuale dei giovani italiani laureati rispetto al totale dei giovani è una delle più basse della zona Ocse. Un problema reale che chi si candida alla guida del Paese dovrebbe mettere, insieme al lavoro, al primo posto del suo programma.

Uno dei motivi che blocca il livello di istruzione universitaria dei giovani è l’ascensore sociale bloccato che rende sempre più ampia la forbice tra chi ha e chi non ha, da cui deriva il bisogno per i più disagiati di trovare un lavoro qualunque esso sia e il più presto possibile, e per tanti giovani l’impossibilità di iscriversi all’università o, se lo fanno, l’obbligo di indirizzarsi verso facoltà che si possano terminare rapidamente.

Abolire le rette universitarie lubrifica le corde dell’ascensore sociale facendolo ripartire, perché facilita per i figli delle famiglie meno abbienti l’accesso all’università dando loro la possibilità di scegliere facoltà più lunghe e costose che in futuro favoriscono lavori più redditizi.

Volere, quindi, l’abolizione delle rette universitarie dovrebbe essere un obiettivo di tutti e non solo di Liberi e uguali. Sfortunatamente gli altri partiti preferiscono parlare di canone televisivo, sacchetti della frutta, invasione di migranti, di euro che un giorno va male e quello dopo va bene, di vaccinazioni obbligatorie da togliere.

Fanno questo perché l’Italia è un paese invecchiato e timoroso, gli anziani vanno a votare ed è meglio lisciare loro il pelo piuttosto che avere a cuore il futuro dei giovani e il loro diritto all’istruzione e alla conoscenza.

Insomma, grazie alla proposta di abolire le rette universitarie finalmente si parla dei giovani e del loro diritto alla studio, alla cultura e alla conoscenza.

Indipendentemente da come la si pensi che avvenga è una cosa bella e positiva. Anche se è triste constatare che per molti l’immagine dei nostri giovani è quella di viziati scansafatiche che se l’accesso all’università fosse gratuito vi andrebbero per passatempo.

Ora è ovvio che ad ogni diritto corrisponde un dovere, e non è pensabile che chi ha proposto l’abolizione delle rette universitarie la giustificherebbe per chi non darà esami stando nelle aule a scaldare le sedie.

Concepire ed esporre argomenti del genere fa riflettere sul fatto che non sono solo le evidenti difficoltà economiche nelle quali li facciamo vivere, ma anche questa deprimente immagine che gli adulti hanno dei giovani a indurre molti di loro a preferire l’estero all’Italia e agli italiani. A costruire in un altra nazione una famiglia. A vedere lì il futuro dei loro figli.