LA FOLLIA DI ILENIA PASTORELLI. BENEDETTA DAL SUCCESSO

DI COSTANZA OGNIBENI

Accento romano, verve comica, phisique du role. Ilenia Pastorelli sembra nata apposta per diventare un personaggio verdoniano a tutti gli effetti. La vedremo presto nei panni di Luna, una commessa verace e sfrontata, in Benedetta follia l’ultima pellicola dell’attore-regista romano in uscita oggi stesso nelle sale. L’aneddoto con cui racconta come è stata chiamata da De Laurentiis per la parte ha già fatto il giro della rete e fa sorridere pensare a una ragazza che, nel bel mezzo della spesa al supermarket di un quartiere periferico della capitale, si sente suonare il cellulare con il produttore in persona che la invita ad essere da lui nel giro di dieci minuti. “Se, dieci minuti” racconta sorridendo “Forse s’immaginava che stavo al centro o ai Parioli!” A quel punto è la platea di giornalisti a ridere, alla conferenza stampa tenutasi a Roma il 5 Gennaio. “Ma io sto a Prima Porta!” replica all’incalzante produttore “Mi ci vorrà almeno un’ora per arrivare. Potete aspettarmi?”. “45 euro de taxi m’è costato”. Applausi e ilarità. Perché, come racconta l’attrice stessa, il segreto è quello di sdrammatizzare, sempre e comunque. L’abbiamo conosciuta nel 2011 al Grande Fratello per poi vederla sbarcare il lunario nei panni di Alessia in Lo chiamavano Jeeg Robot. Una parte per la quale non è stata presa in prima battuta. Perché non sapeva piangere. Poi è tornata alla carica: aveva imparato a piangere. Basta pensare al mutuo da pagare o alle bollette. Un rischio che le è valso un David di Donatello.

Contrariamente ai suoi personaggi sempre un po’ svampiti e a un aspetto che concorre a darne conferma, l’attrice trentaduenne dichiara di essere una ragazza con i piedi per terra. Non ha mai creduto troppo alle favole, la parola “per sempre” le fa venire i brividi e anche al mondo del lavoro non si è mai approcciata con un obiettivo unico. “Sono arrivata al Grande Fratello per racimolare qualche soldo, mai avrei pensato alla carriera artistica. Anzi, pensavo che sarei rimasta lì giusto qualche giorno per poi venirmene via.” E invece era arrivata in semi-finale.

Una facoltà di legge interrotta quando ha capito che mai nella vita avrebbe fatto l’avvocato, agente immobiliare, modella: cresciuta alla Magliana, sin da ragazza ha dovuto rimboccarsi le maniche per dare una mano alla famiglia. Ma questo ha fatto di lei una vera e propria stakanovista che non teme le fatiche del lavoro e, anzi, si impegna al massimo in quello che fa. Come è successo sul set del nuovo film dove, nonostante sia alla sua seconda apparizione sul grande schermo e non abbia alle spalle lunghi anni di scuole di recitazione, ha meravigliato Verdone per essere stata l’attrice che ha dovuto dirigere di meno sul set. Sarà per quella spontaneità, sarà anche perché è un ruolo che le è stato cucito addosso. Sarà anche per quel tanto di fortuna, come ha dichiarato a Che Tempo che Fa, quando a Fabio Fazio che le chiedeva di raccontargli qualcosa in più del suo incredibile successo ha risposto “C’ho avuto un po’ de culo”.

La spontaneità paga, è il caso di dirlo, ma per essere all’altezza del suo David e della fortuna che finora le è capitata, la giovane attrice romana si sta impegnando al massimo. Sa che le aspettative nei suoi confronti sono alte e che la dea bendata, se non è alimentata da una buona dose di impegno, da sola può fare poco. Ecco perché ha deciso di colmare i suoi gap studiando recitazione, non senza perplessità, si potrebbe aggiungere dopo averla ascoltata nel breve colloquio con Linus e Nicola Savino, quando, parlando del metodo Stanislavskij dai microfoni di Radio Dee Jay dichiara: “Mi sconvolge il fatto che nel 2018 stiamo ancora interagendo con un personaggio dell’800, quando ancora non c’era la telecamera! Che ne pensa Stanislavskij del fatto, ad esempio, che una scena si deve fare 10 volte con diverse prospettive?”

Spontanea, irriverente, vera e verace. I riflettori che ne stanno decretando il successo hanno costruito su di lei un personaggio e sarà il tempo a dirci se è destinata a rimanerne imprigionata, o potrà essere sperimentata anche su altri ruoli.