CON LA PIZZA A META’ PREZZO C’E’ ANCHE IL BRINDISI AL QUARTIERE

DI CARLA VISTARINI

C’è una pizzeria a taglio, dalle parti mie, che fa una pizza buonissima mille gusti diversi, mille colori, mille profumi, un via vai di gente che entra con gli occhi affamati e esce con le pupille sorridenti. Ogni tanto, soprattutto se faccio tardi o vado di corsa, ci passo e ne approfitto. Come l’altra sera, quando ho scoperto che dopo una certa ora il proprietario, gentilissimo, visto che sta per chiudere, fa i saldi di pizza a metà prezzo, a tutti i clienti. Sulla bilancia compariva un totale di sei euro, e io li stavo già preparando quando lui ha detto: “sono tre euro”. Non sapevo questa cosa dei saldi, quindi l’ho guardato indicandogli il display della bilancia, come a dirgli guarda che ti sei sbagliato. Ma lui ha sorriso con un cenno del capo che voleva dire va bene così. Ma io ancora non capivo ( testa dura), così mi sono guardata intorno e c’erano un paio di clienti che stavano mangiando la loro pizza sul posto. “Dopo le sette e mezzo è a metà prezzo” mi ha detto uno di loro, incoraggiante e complice, “anche la nostra l’abbiamo pagata la metà”. E così ho scoperto di essere capitata nel bel mezzo di una festa di pizza e gentilezza, e di aver ricevuto uno splendido regalo inaspettato. Quei tre euro di pizza donati con la nonchalance di un principe della corona da quel gran signore del pizzaiuolo (o pizzettaro come diciamo qui a Roma) erano preziosi come un sogno quando l’alba si avvicina. C’è stato quindi lo scambio ufficiale dei tre euro da pagare con il vassoietto di pizza, ringraziamenti a profusione e inizio di saluti degni di una visita del primo ministro della Cina alle popolazioni della Svezia. Sembrava che quell’attimo speciale stesse per concludersi ma no, c’era ancora qualcosa. Come nei grandi spettacoli o nei grandissimi concerti, l’artista concede un “encore”, ecco che i due clienti mi porgono un bicchiere di spumante. Io sono sopraffatta dalla loro gentilezza, ma anche dalla mia confusione, perché non so come rifiutare senza essere sgarbata e villana. Riesco a balbettare l’amara verità: “Sono astemia, mi dispiace moltissimo”. E loro, sempre con un sorriso: “E’ solo un piccolo brindisi, a oggi, a noi, a questo nostro quartiere, alla vita. Basta poco. Non si può rifiutare”. Non si può rifiutare. Davvero. E così, coi due clienti, il pizzettaro principe e io abbiamo brindato all’attimo fuggente. Cosa di più bello?