L’IDROVIA PADOVA-MARE, UN’OPERA NECESSARIA PER PREVENIRE DISASTRI

DI FABIO BENETTI

Fra le opere pubbliche più necessarie e urgenti oggi in Italia ci sono indubitabilmente quelle che servono a salvaguardare il territorio e i cittadini dal rischio sismico e dal rischio idrogeologico.
Contro il rischio sismico occorre costruire e ricostruire le case con i dovuti criteri per convivere con un fenomeno inevitabile, imprevedibile e purtroppo frequente in tante zone del paese.
Contro il rischio idrogeologico, accentuato da decenni dai cambiamenti climatici in atto, occorre finirla di costruire nei posti sbagliati, occorre smetterla di impermeabilizzare i terreni e di consumare ulteriore suolo agricolo; ma serve anche costruire bacini di laminazione e nuovi canali in grado di portar via dai fiumi in piena volumi d’acqua sufficienti a ridurre , se non ad azzerare, il rischio di esondazione e di alluvione. Le alluvioni, a differenza dei terremoti, sono evitabili e i loro effetti sono prevedibili !
Il completamento dell’idrovia Padova-Mare è una assoluta priorità contro il rischio idraulico per tutto il Veneto centrale. Gli studi sulle condizioni di rischio del bacino Bacchiglione-Brenta iniziati dopo l’alluvione del 1966 sono oggi avanzatissimi e dettagliati ed è già pronto un Progetto Preliminare per il completamento di questo canale. Gli scienziati dicono che è un ‘opera che si deve fare e, adesso, si sa come deve essere fatta.
L’idrovia Padova-Mare può essere anche una straordinaria opportunità di riqualificazione ambientale e paesaggistica di un’area importante , a ridosso della riviera del Brenta, attraverso la realizzazione di un “corridoio ecologico” fra Padova e la laguna di Venezia. Lo dimostra l’esperienza positiva delle aree dove l’idrovia è escavata da decenni, ed è nel tempo diventata il “parco fluviale” dei comuni attraversati, un’enorme risorsa con crescente interesse e fruizione da parte della cittadinanza.
Si può porre a questo punto la domanda:
di chi è la competenza? Dello Stato o della Regione ?
Se la materia è dello Stato è comunque compito della Regione creare le condizioni perché rientri fra le opere prioritarie nel piano di ripartizione dei finanziamenti statali ed europei. Portare l’istanza al CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione economica ) con un livello di progettazione più avanzato, cioè con un progetto definitivo, metterebbe quest’opera ai primi posti fra quelle da finanziare. Se la materia è invece fra quelle cosiddette “concorrenti” fra Stato e Regione si può puntare allo stesso modo a realizzare un accordo; e un accordo dovrebbe essere l’obbiettivo anche se la materia fosse già da considerarsi di esclusiva competenza regionale. In ogni caso è la Regione che deve decidere e muoversi nell’interesse dei cittadini di una vasta zona del Veneto comprendente le Province di Vicenza e Padova e della Città Metropolitana di Venezia.
Trattandosi di un’opera vitale, ai cittadini interessa che una parte delle proprie tasse sia impiegata utilmente e con urgenza a questo fine. Non interessa affatto ai cittadini aspettare ancora per sapere chi sarà a intitolarsi l’erogazione del finanziamento.
Si proceda dunque col predisporre il Progetto Definitivo dell’Idrovia.
La Regione deve dimostrare di crederci!
Si mandi poi il progetto con tutte le autorizzazioni al governo centrale e si metta questo progetto in cima alla lista delle cose concrete da fare al tavolo delle trattative per l’autonomia fra Stato e Regione che si è aperto dopo il Referendum. Non trascurando l’ipotesi che quest’opera – che, essendo un’idrovia prevede anche un uso trasportistico – possa essere cofinanziata anche da investimenti privati.
Quello che occorre evitare è di far passare il tempo. Le alluvioni si possono riproporre anche a intervalli brevi. E non è detto che, superato indenni il fatidico mese di novembre, si possa star tranquilli almeno per un altro anno. E occorre evitare di continuare a contare solo sulla presenza di una protezione civile certamente efficiente, capace però di soccorrere a disastro avvenuto.
Il disastro, quando si può, è bene prevenirlo ed evitarlo