PERCHE’ LE DONNE FRANCESI SBAGLIANO

DI LETIZIA MAGNANI
Quello che le donne francesi non hanno capito è che dagli Stati Uniti sta arrivando una nuova ondata di femminismo. E’ la prima grande, vera, rivoluzione che nasce oltreoceano e il fatto che la Francia anziché capirla e cavalcarla si tiri indietro ha dell’incredibile.
Il punto di tutta la vicenda è che per troppo tempo gli uomini hanno abusato del loro potere pubblico per ricattare le donne. Il punto è che molte donne si sono sottomesse al ricatto e che a nessuna piace passare per quella “che non la dà via”. Il punto è che finalmente se ne parla.
Che cento intellettuali francesi, per lo più attrici e scrittrici, fra cui spicca Catherine Deneuve, tutte orami sulla via del tramonto, si pongano contro il movimento #metoo ha in sé qualcosa di irreale e goffo.
Non bastavano gli uomini a rimestare nella “zona grigia”, ora ci si mettono anche loro. Loro che, per una questione squisitamente generazionale, non colgono l’assoluta novità del movimento #metoo. Loro che vogliono garantire a se stesse la libertà di sentirsi belle, in quanto sedotte e desiderate. Ma se si confonde, come fanno, questo con il ricatto e la violenza, si fa il gioco di chi da sempre quel ricatto e quella violenza li esercita.
Un uomo, come una donna, sa benissimo che un “no” significa “no”. E sa anche altrettanto bene che la sfera pubblica e quella privata sono due cose distinte. Resta il fatto che la violenza domestica è ancora diffusissima, noi donne vogliamo che venga definita violenza di genere, per stigmatizzare il fatto che è una violenza perpetrata, fra le mura di casa, sulle donne in quanto donne. Poi c’è la sfera pubblica, ovvero quella del lavoro. E quando un tuo superiore ti chiede, magari nemmeno così velatamente, di passare dal suo letto, allora questo si chiama abuso di potere.
Ecco perché le donne francesi sbagliano e lo fanno in malafede, perché confondono, volutamente, le due sfere, pubblico e privato e perché non vogliono rinunciare all’idea, confortante, di sentirsi belle, in quanto oggetto del desiderio.
Qui sta l’altro elemento di rottura rispetto al movimento #metoo. Le donne francesi appartengono ad una generazione nella quale essere oggetto di attenzione da parte del maschile era naturale. Le donne di #metoo appartengono ad una generazione nella quale le donne sono soggetto. E per la prima volta dicono, con forza, che non si può più tacere. Il poter dire, senza vergogna, che si è state ricattate sessualmente sul luogo di lavoro darà forza e voce a tutte quelle donne che, ancora, prendono le botte e vengono abusate dentro le mura domestiche, in silenzio. Il femminicidio fa notizia in Italia. Anche perché ormai ogni due giorni viene ammazzata una donna da un marito, fidanzato, convivente o da un ex. Eppure le donne abusate dentro le mura domestiche denunciano dopo 10 anni di violenze, soprusi, botte.
Catherine Deneuve e le donne francesi non vedono, non vogliono vedere. Il movimento #metoo dà voce ad ognuna di noi, perché ad ognuna di noi è capitato di venir abusata. E non l’ha potuto dire, se non ad una cerchia strettissima di persone, per lo più donne.
A me è capitato, di ritorno da un viaggio dal quale ho fatto un paio di scoop di quelli che lasciano il segno nei giornali (a volte per fortuna capita!), che un mio direttore (ormai molto ex) di un importante testata nazionale mi invitasse a cena. Capita, se hai coperto un evento mondiale. Fra il branzino al sale e il dolce mi ha chiesto di passare dal suo letto. Così, senza pudore. Al mio “no”, non ha battuto ciglio. Non ho scritto per settimane, che sono diventate mesi, che è diventato un anno. Mi sono sentita umiliata e sconfitta. Mi sono sentita incapace di fare il mio mestiere. L’ho raccontato a pochissime persone, a nessun collega, nemmeno a chi mi chiedeva il motivo per il quale, dopo tanta ribalta, non scrivessi più. Forse Catherine Deneuve e le donne francesi si sarebbero sentite lusingate da quell’invito. Io no, solo schifata e avvilita. A questo serve il movimento #metoo, ad alzare il velo, senza vergogna, su una pratica diffusa e bene nota. A dire, al mondo, che le donne non sono oggetto, ma soggetto e che se vogliono fare sesso lo possono fare liberamente, ma non in risposta ad un ricatto.