LA GRAMMATICA E DI MAIO

DI UDO GUMPEL

Scusate se scrivo questa frase, perché fa male all’orecchio sentirla dire, fa male agli occhi leggerla: “Noi volessimo sempre fare un Referendum sull’Euro”.
La lotta di Giggino Di Maio con la grammatica in particolare con il congiuntivo assume ormai dimensioni inimmaginabili.

Non so che cosa sia peggiore: il maltrattamento della lingua italiana da parte del Capo politico M5S o la non-reazione del suo elettorato.
Che cosa abbiamo fatto per meritarci questo?
Due sono le ipotesi. 1. L’elettorato ce l’ha a tal punto con tutti gli altri politici che non gliene può importar de meno, votano pure Giggino, O’Lottatore eterno con sintassi e grammatica italiana, pur di far un dispetto agli altri e divertirsi poi con la figuraccia del medesimo al governo, In fondo una ipotesi anche goliardica, stile Grillo primo periodo.
2. Il suo popolo, ovvero un buon terzo degli italiani, una piuttosto reale rappresentazione dell’italiano medio, parla come lui. Non conoscono il congiuntivo e se ne straf… disinteressano. Dunque, Di Maio sarebbe la perfetta rappresentazione del Paese, vincerà le elezioni, formerà il governo e i traduttori ufficiali dovranno poi decidere che cosa intenderà dire davvero, oltre al già abituale cambio di opinione quotidiano, Euro Si, Euro No.
A me si pone il problema come raccontare il caso al mio pubblico in Germania. Suggerimenti sono ben accetti.