LEU E PD. ALLEANZE POSSIBILI E ALLEANZE IMPOSSIBILI

DI FABIO BALDASSARRI

So che fare coalizione con Gori o Zingaretti (il quale dovrà battersi con quel popò… di Gasparri) non è la stessa cosa, però capisco. E lasciamo perdere se l’appello porta anche il nome di Veltroni, il padre della fusione a freddo tra Ds e Margherita che Renzi considera padre e, di conseguenza, Scalfari nonno. Parlo di Veltroni, che sentì il bisogno di dire che era stato per decenni nella direzione del Pci senza essere mai stato comunista e annunciò che se ne sarebbe andato in Africa per dare una mano alla povera gente. Forse in Africa Veltroni ci andrà davvero, ma col sopravvenire della vecchiaia e magari in un “buen retiro” per essere servito e riverito da qualcuno che fa parte della povera gente cui pareva volesse prestare soccorso. Sono troppo polemico con lui? Sì, è vero: molto molto polemico! Ma per poter dire che quest’appello lo capisco (dopo aver letto l’articolo http://www.huffingtonpost.it/2018/01/11/appello-prodi-e-veltroni-sinistra-unita-al-voto-almeno-in-lombardia-e-lazio_a_23330504/?utm_hp_ref=it-homepage), non avrei potuto farne a meno. Fosse stata una proposta attribuita al solo Prodi non ne avrei sentito neppure la necessità.

In ultimo non voglio sottrarmi dall’esprimere un’opinione personale in merito alla questione delle alleanze e riguardo alle scelte per i governatori di Lombardia e Lazio che dovranno essere compiute a livello regionale. La prima è che posso già oggi immaginare per dopo le elezioni un incontro di LeU col Pd (se un incontro sarà necessario per arginare i populismi incombenti che provengono da molta parte del cen-dx e dei cinquestelle, ma siccome a questo scopo non può risultare utile un abbraccio con Renzi (anzi: spero che queste elezioni accelerino la crisi del suo modello di leadership) convengo che sarebbe sbagliato sostenerne il maggior emulo lombardo, ovvero Gori, notoriamente e orgogliosamente uscito dal ventre di Mediaset. La seconda è che nel Lazio, al contrario, credo che su Zingaretti un’alleanza sia possibile e auspicabile. Non mi dispiacerebbe neppure un’alleanza sulla candidatura di Fassina, ma la credo improbabile perché, al momento, Fassina è più utile (per frequenza e conoscenza della materia) in Parlamento onde impegnarsi sui temi economici e del lavoro. Devo dire la verità: vedo tanta buona volontà in giro, ma ancora troppa incompetenza e improvvisazione.