PROF RIMPROVERA ALUNNO, I GENITORI GLI FRATTURANO UNA COSTOLA

DI CHIARA FARIGU

Uscire di casa per andare al lavoro e non sapere se vi farai ritorno integro fisicamente. Se non verrai insultato, denigrato, aggredito. E’ quanto succede ogni giorno a decine di insegnanti in ogni parte d’Italia. Nord, centro o Sud, isole comprese poco importa, il docente è diventato il bersaglio sul quale lanciare le nostre frustrazioni e le nostre carenze genitoriali e tutti i mali presenti in questa società malata.

I ragazzi fanno ricorso all’alcool e alla droga? Beh, è colpa della scuola e degli insegnanti. I rapporti sessuali iniziano sempre prima e con effetti spessi indesiderati? Beh, è ancora colpa della scuola e dei docenti che non informano non fanno prevenzione. Il fenomeno del bullismo sta assumendo proporzioni gigantesche? E ancora colpa della scuola che non educa, non trasmette valori ma solo nozioni che non servono a nulla neppure a renderli idonei per l’ingresso nel mondo del lavoro. Non parliamo poi dell’abbandono scolastico e della criminalità dilagante tra i giovanissimi, è sempre e solo colpa della scuola arroccata su vetuste conoscenze di cui non sa disfarsi.

Queste sono solo alcune delle colpe che i tuttologi presenti in tv attribuiscono alla scuola e ai di docenti di ogni ordine e grado sui quali vomitare tutte le brutture di questo mondo. Se poi aggiungiamo la campagna denigratoria messa in atto dalla politica negli ultimi decenni nei confronti degli insegnanti fannulloni e incapaci, il quadro è completo. Scuola e famiglia, un tempo alleate, oggi si guardano in cagnesco, si annusano, si tengono lontane. La scuola chiede, giustamente, attenzione e partecipazione. Le famiglie, prese da mille impegni, latitano, sono assenti, pretendono risultati e disponibilità massima in cambio di niente.
Avendo abdicato al loro ruolo genitoriale, viziano all’inverosimile quei figli lasciati alla stato brado spianando loro la strada da qualsiasi ostacolo, qualsiasi difficoltà. Pronti a difenderli anche davanti all’evidenza dei fatti che li vuole colpevoli o carenti nel loro profitto scolastico. E la colpa? Ma dei prof, naturalmente che non capiscono il loro cucciolo e lo rimproverano ingiustamente. E allora? Quel prof va punito, e se le parole non bastano, forse con qualche strattone capisce prima, magari con un ceffone capisce ancora meglio e perché no, con una costola rotta ci penserà due volte prima di riprendere quel figlio che si è solo ribellato scaraventandogli un libro in testa in seguito ad un rimbrotto. E’ quanto ha creduto quella madre di Avola che ieri si è avventata, insieme al marito, contro l’insegnante del figlio mandandolo all’ospedale dopo averlo pestato e avergli fratturato una costola. E tutto davanti agli occhi increduli dei compagni.
I carabinieri hanno denunciato la coppia per lesioni e interruzione di pubblico servizio. Servirà a scoraggiare future aggressioni?