QUANTO DISINTERESSE, OGGI, PER IL CONFLITTO DI INTERESSI


DI MATTEO MARCHETTI

Mi pare che la questione dei “breakfast” (scelta lessicale che di per sé dovrebbe portare a minimo 15 anni di carcere duro) stia scivolando un po’ troppo in secondo piano.

Abbiamo l’editore del principale quotidiano italiano (tra le altre cose) che non solo ha una abituale frequentazione con il presidente del Consiglio, ma addirittura ne riceve consigli di investimento, basati su quello che potremmo definire un insider trading governativo.

Insomma, dieci anni fa – a protagonisti modificati – avremmo avuto Di Pietro incatenato sotto palazzo Grazioli, una veglia officiata da Sabina Guzzanti, un sapiente editoriale di Curzio Maltese, e decine di numeri monotematici di Repubblica ed Espresso. Oggi manco i grillini ci credono tanto.

Per dire di quanto siamo diventati passivi (senza per questo essere più saggi), e di quanto disinteressata e in buona fede fosse la crociata contro il conflitto d’interessi di Berlusconi. Noi credevamo. Ma forse manco troppo.

Ps: lo so che Travaglio ha parlato di “insider premier”, e no, non è un omaggio.