AGCOM: PAR CONDICIO ANCHE PER I GIORNALISTI

DI LETIZIA MAGNANI
Ci tocca di scomodare Montaigne, che ci ricorda saggiamente: l’uomo è un pazzo, non saprebbe creare un verme e inventa dei a dozzine. L’ultima, in ordine di stupidità, arriva da Agcom, l’agenzia garante per la comunicazione, la quale in un comunicato datato 10 gennaio torna sul tema, già controverso, della par condicio. Ebbene, secondo l’Agcom una trasmissione televisiva dovrà invitare giornalisti che sostengano l’una o l’altra parte in trasmissione. Con buona pace dell’imparzialità (o, meglio, dell’onestà).
Questo il testo “Laddove il format del programma preveda l’intervento di un giornalista o di un opinionista a sostegno di una tesi, deve essere garantito uno spazio adeguato alle rappresentanze di altre sensibilità culturali”. Tutto ciò “E’ in ossequio non solo al principio del pluralismo dell’informazione stessa, garantendo in ogni caso la verifica di dati e informazioni dal confronto”.
Pronta la risposta di Paolo Pirovano, consigliere Odg e Pierfrancesco Gallizzi, FNSI (mancano ancora prese di posizione ufficiali sia di Ordine e sindacato, però e spiace), i quali definiscono le nuove direttive Agcom in materia di par condicio “Stravaganti e soprattutto offensive. Il fatto che un giornalista debba dichiarare per chi vota lede un principio sancito dalla nostra Carta Costituzionale. Ma non solo, con il pretesto della par condicio, l’Agcom vuole decidere gli argomenti da inserire nelle trasmissioni”.
Sui commenti, c’è così tanto dire, che è meglio appellarsi all’ironia: l’uomo è un pazzo, crea dei (e garanti) a dozzine.