CONTINUANO A NON ANDAR BENE LE COSE PER IL GIGLIO MAGICO

DI FABIO BALDASSARRI

Si può dire, in campagna elettorale, «Sul polverone alzato circa il caso Consip a causa di maneggi interni all’Arma, ciò che rimane non riguarda il procuratore napoletano Woodckok né il colonnello Di Caprio (alias capitano Ultimo), con i fascicoli da passare in archivio secondo la procura di Roma, bensì la proroga richiesta dalla stessa procura per le indagini a carico di coloro che il tapinissimo Orfini arrivò a definire vittime di un colpo di stato»?

Non è ancora una dichiarazione di colpevolezza, ci mancherebbe altro, ma non credo si possa evitare di mettere questa proroga di fianco alla situazione periclitante che già emerge dalle testimonianze sul caso Boschi/Etruria registrate durante le audizioni della commissione parlamentare Casini. Tornano, cioè, in ballo nomi pesanti come quello di Luca Lotti e persino di Tiziano Renzi.

La vedo dunque davvero dura, in questa campagna elettorale, per il Giglio Magico e per i suoi capintesta. A queste vicende, tra l’altro, si è venuta aggiungendo la tegola dell’affaire Renzi-De Benedetti con cui si sarebbe venuto a sapere qualcosa dei rapporti confidenziali intercorsi tra i due che potrebbero avere influito sui guadagni dell’Ingegnere quando rastrellò azioni delle banche popolari in vista della riforma del settore.

E non pensino, i soggetti in questione, di oscurare le notizie con la subalterna informazione dei media gestiti dall’editoriale Gedi (a cominciare dalla scalfariana e debenedettiana Repubblica) o di buttarla in caciara con altri mezzi e altro impegno soltanto perché prima delle elezioni ci sarà l’occasione di un’insignificante udienza di natura disciplinare fissata da tempo  presso il Csm riguardante il solito Wooodcock.

Stavolta non ci cascherebbe nessuno.