“DON EURO”, UN PRETE CHE CONOSCE BENE I PECCATI

DI MARINA POMANTE

Non solo benedizioni, ma anche soldi, diamanti, sesso, idromassaggi, cene di gala a base di ostriche e champagne, approcci con ragazzi-escort nelle discoteche gay, questa era la vita segreta che un prete di provincia aveva adottato per la sua esistenza terrena, in attesa di quella, sicuramente più appagante che lo attenderà in paradiso. Questo parroco, si dev’essere chiesto perché mai attendere il “Regno Divino” per godersi un po’ la vita e deve aver pensato che un “anticipo” avrebbe potuto già prenderselo in questa valle di lacrime…
Il nome col quale i fedeli e non solo quelli, hanno ribattezzato Don Luca Morini è “Don Euro”, a causa della sua condotta non propriamente specchiata ed ossequiosa dell’ufficio al quale il Vaticano lo aveva designato. Il nomignolo nasce dalla stanchezza dei fedeli, esasperati delle continue richieste di denaro del parroco, per il restauro della chiesa e per i poveri.
Dopo due anni di indagini e dieci mesi di intercettazioni, Don Luca, è stato rinviato a giudizio per truffa, antiriciclaggio, appropriazione indebita, cessione di stupefacenti, ed estorsione nei confronti del vescovo.
Nel fascicolo, sono presenti Fotografie, video e audizioni di testimoni.

Nell’ambito dell’inchiesta, gli inquirenti hanno sequestrato ben 700 mila euro dal conto corrente di Don Luca Morini.
Nelle due piccole parrocchie di Massa Carrara, il prete conduceva una “doppia vita”, quella del prelato e quella sicuramente più divertente, da libertino dissoluto, fatta di alberghi lussuosi, pranzi costosi, cocaina ed escort…
Naturalmente quando svestiva i panni del morigerato prete di provincia, non si presentava col suo nome, fingeva d’essere un magistrato, un chirurgo di chiara fama o un imprenditore. Questa ambigua condotta con le dovute attenzioni a non essere “smascherato” è andata avanti per parecchio tempo, permettendo a Don Euro di condurre bella vita alla faccia di fedeli e “colleghi” normalmente più dediti all’allontanamento dei peccati, piuttosto che alla perpetrazione di essi. E così è andato tutto “bene” finché Francesco Mangiacapra, un escort napoletano, al quale Don Luca aveva promesso un lavoro nei palazzi della politica romana, si accorse che quel “magistrato” in effetti altri non fosse che un prete di provincia ed avvisò la Curia. Dopo questa rivelazione, anche la trasmissione televisiva “Le Iene” si occupò del caso e il prete, a questo punto investito da tanto clamore, venne sospeso per malattia.
Così “Don Euro”, si ritira e trova sistemazione in una villetta a Massa con una domestica che lo aiuta nel disbrigo delle faccende.

Nella rosa delle pesanti accuse per le quali Don Morini è indagato, c’è quella sicuramente odiosa, di estorsione nei confronti del vescovo Giovanni Santucci, il quale fu minacciato da Don Luca, di fare rivelazioni scottanti su altri preti della zona.
Per evitare lo scandalo, secondo l’accusa, il vescovo avrebbe a questo punto prelevato 1000 euro dal Fondo della Fondazione Pie Legati, per garantirsi il silenzio di Don Morini. Il procuratore Aldo Giubilaro, ha spiegato che “La posizione del vescovo è assolutamente marginale”, ma molti si chiedono come mai, dopo lo scandalo, fu proprio il vescovo che trovò la sistemazione a Don Morini, nella villetta del quartiere residenziale, con tanto di bollette pagate e domestica. Anche un altro parroco è finito nei guai, Don Emiliano Colombi che avrebbe trasferito denaro proveniente dalle truffe, sul conto dell’amico. Per questa ragione, Don Emiliano è accusato di ricettazione.

Da qualche giorno, precisamente da quando la Procura ha chiesto il suo rinvio a giudizio, “Don Euro” sembra essere sparito e non risponde a nessuno.

Gli scandali che hanno investito il mondo della Curia, sono da sempre presenti nelle pagine della cronaca, dai preti accusati di pedofilia, a quelli che invece traggono profitto personale dalle “entrate” di denaro per i poveri, a quelli che come nel caso di Don Morini, conducono doppia vita. Ci sono stati scandali che hanno visto parroci, colpevoli di essersi innamorati di una donna ed in taluni casi, di aver addirittura avuto un figlio da una parrocchiana troppo vicina alla chiesa… Abbiamo poi assistito sbigottiti e adirati da vescovi e cardinali che hanno per loro beneficio ed uso personale, immobili da far invidia ad imprenditori di peso, prestigiose automobili con autista personale, servitù, carte di credito d’oro e altri lussi, che non dovrebbero essere d’appannaggio di chi ha improntato la propria vita professando povertà di beni in ragione della ricchezza dell’anima.
E’ ovvio che in ogni categoria delle attività umane esista la “pecora nera”, il disonesto, colui che piuttosto che osservare gli obblighi del proprio ufficio, si adopera per lucrare come riesce e commette nefandezze vergognose. E’ anche prevedibile che possa capitare chi anteponga i propri vizi ed i propri desideri materiali a condotte che invece dovrebbero essere specchiate e d’esempio. E’ la natura umana che fragilmente si lascia tentare dall’occasione, quando addirittura non se la procura. Noi, ordinari cittadini che viviamo del frutto del nostro lavoro, di volta in volta ci sorprendiamo e mettendoci le mani tra i capelli inorridiamo e trasalendo ad ogni scandalo, gridiamo ai quattro venti la nostra sete di giustizia, consapevoli che con ogni probabilità, si ridurrà tutto ad una bolla di sapone e laddove si dovesse arrivare ad una condanna, lievi saranno le pene e poi… col tempo, dimenticheremo l’ultimo scandalo per dar spazio al nuovo, perché si sa, il tempo, è galantuomo!