COME LA CRIMINALITÀ ITALIANA FA IMPRESA IN EUROPA

DI CLAUDIA SABA

Le nostre mafie si trasferiscono all’estero verso paesi che, pur conoscendo la provenienza dei loro profitti, chiudono volentieri un occhio.
Quello che sta avvenendo è una specie di delocalizzazione delle attività economiche di ogni genere e questo indica in che misura la criminalità si è infiltrata nei paesi europei.
Per le mafie italiane l’Europa è diventato un ottimo campo d’azione per creare alleanze con le altre criminalità.
La Germania, la Spagna, la Gran Bretagna, l’Olanda, il Lussemburgo e intere aree dell’Est Europa sono diventate il bacino principale per il riciclaggio, per traffici illegali, per investimenti immobiliari e commerciali.
David Ellero, responsabile per Europol nella lotta alla criminalità organizzata, cita un esempio:”Io imprenditore mafioso che investo in Italia sono bene al corrente del fatto che l’autorità giudiziaria e le forze di polizia possono aggredire i miei patrimoni. Se io però investo i miei capitali all’estero, questo diventa molto più difficile».
Negli altri paesi non esiste il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso e, non esistono, neppure misure preventive verso i patrimoni. Questo sbilanciamento legislativo non permette all’Europa una vera e propria lotta alle mafie.
Secondo i dati di Europol la criminalità italiana all’estero ha fatto un gran passo in avanti e si è evoluta in una criminalità di tipo imprenditoriale.
La ‘ndrangheta è il gruppo criminale più invasivo esportato dall’Italia. Ha
messo radici in due aree dell’Europa: nella penisola Iberica e in un’area distribuita tra Germania, Olanda e Belgio.
Proprio in quest’area, a Duisburg, il 15 agosto del 2007, sei giovani con un’età compresa tra i 18 e 39 anni, vennero trucidati dalla ‘ndrangheta in una pizzeria, con decine di colpi d’arma da fuoco.
La strage rivelò in maniera inequivocabile tutta la ferocia della ‘ndrangheta, con le sue regole e il suo codice.
Gli italiani oggi, si trovano all’estero, fondamentalmente per due motivi: per il narcotraffico e per il riciclaggio.
Le attività turistiche, di ristorazione e di bar, sono quelle che meglio si adattano al riciclaggio di danaro dei clan.
Il ristorante muove contante e quindi è più facile giustificare determinate entrate e uscite, con l’incasso del ristorante stesso. Questo tipo di business giustificherebbe il movimento di mezzi in ogni direzione dell’Europa infatti, molto spesso, in questi camion vengono trasportate sostanze illegali.
Altri business in via di espansione sono quelli legati al traffico dei rifiuti, attenzionati dall’Unione Europea in maniera specifica e quello dei giochi, un sistema che offre ampie possibilità di riciclare danaro di provenienza illecita.
Anche in questo caso sono in corso attività investigative che rivelano aspetti inquietanti nel mondo delle scommesse,
dal momento in cui vengono truccate fino alla gestione delle scommesse online.
All’estero si guarda al ristorante, al centro commerciale o all’impresa solo in funzione della ricchezza che crea, senza prendere in considerazione che la ricchezza mafiosa, immessa sul mercato legale, crea meccanismi che vanno a danneggiare anche le imprese sane.
La mafia ormai diventa impresa, compie quel salto di qualità che ancora mancava e lo fa grazie al libero mercato che favorisce scambi tra i paesi con controlli, sempre meno attenti.
Vivere nel mondo della globalizzazione, in qualche modo, giustificherebbe sempre più il fine piuttosto che il mezzo usato per il suo raggiungimento.
Ma siamo certi che ci stiamo evolvendo per davvero?