CALIFORNIA: LA CASA DEGLI ORRORI FIGLI LEGATI CON CATENE E LUCCHETTI

DI RENATA BUONAIUTO

Siamo a Perris, una città della Contea di Riverside in California. Lì vive David Allen Turpin, un “ingegnere” di 57 anni e sua moglie Louise Anna, di 49. Vivono in un quartiere medio-borghese, la loro casa è un edificio in stile spagnolo. Prima di trasferirsi lì, circa 7 anni fa, erano stati in Texas. David aveva lasciato il suo lavoro di ingegnere ed aveva aperto una scuola, il cui indirizzo coinciderebbe con quello della loro abitazione, poi nel 2011 aveva dichiarato bancarotta, ma forse non era quella la prima volta.
Domenica mattina al 911, numero di emergenza californiano, arriva una telefonata, è uno dei 13 figli della coppia, ha 17 anni. La sua è una disperata richiesta di aiuto.
La polizia si reca sul posto, la scena è delle più agghiaccianti. Diversi bambini legati ai letti con catene e lucchetti, stanze buie e maleodoranti, escrementi per terra. Fanno fatica gli agenti a capire quanto stia accadendo, forniscono subito acqua e cibo, poi li trasferiscono in ospedale e solo lì cominciano a comprendere che 7 di quelli che per loro erano tutti bambini, avevano invece età comprese fra i 18 ed i 29 anni.
I genitori, sono stati arrestati per tortura ed abusi su minori, la cauzione fissata a 9 milioni di dollari.
I vicini interrogati hanno dichiarato di non averli quasi mai visti, tranne due anni fa, quando sistemarono le luci di Natale. Pensavano che i ragazzi studiassero a casa ma, a lasciare ancora più esterrefatti i poliziotti intervenuti, sono state le foto ritrovate, alcune delle quali anche postate sui social, e riferibili agli anni 2011 – 2016.
In queste immagini si vedono i coniugi con i loro figli prendere parte ad alcuni eventi come matrimoni e cerimonie. In una si vede Louise in abito bianco, David in abito da matrimonio e un “cerimoniere”, truccato come Elvis Presley. Le bambine, ragazze vestite con abiti tutti uguali ed i ragazzi con lo stesso taglio di capelli del padre. In un’altra foto, Louise, tiene in braccio uno dei bimbi più piccoli, indossa una maglietta con la scritta “Mamma mi ama”.
Nel loro garage, la presenza di tre auto, una con il sediolino per bambino.
I genitori alle prime domande degli inquirenti non hanno saputo, voluto dare spiegazioni, mentre i ragazzi, in evidente stato di malnutrizione e disidratazione, ed ancora sotto shock non sono stati ascoltati. L’unica cosa certa è che in quella villetta, accadevano violenze inenarrabili.
La ragazza che ha dato l’allarme ha 17 anni, ma il suo corpicino ne dimostra a malapena 10, mentre il più piccolo ha soli 2 anni e lui, per fortuna, potrà raccontarci davvero poco.
Ci vorranno forse mesi prima di poter comprendere cosa accadesse in quella che all’apparenza sembrava una tranquilla villetta. Quello che sappiamo però di certo è che non potremo capire mai il perché questi due “orchi”, avessero deciso di imprigionare i propri figli, di tenerli lontani dal mondo, di privarli del cibo, dell’acqua, della luce del sole, della libertà di movimento.
Una storia questa di follia e violenza, che solo grazie al coraggio della piccola diciassettenne, ha visto la luce, resterà una cicatrice nel profondo dei loro cuori ma le catene adesso sono spezzate ed un futuro anche per loro potrà finalmente esserci.