DISAGIO GIOVANILE: ANALISI E RISPOSTE SU IL SOGNO DELLA FARFALLA

DI CARLO PATRIGNANI

L’incipit, seppur di 40 anni fa, è travolgente: è che dei bambini non ci si fida, e l’introduzione, non da meno, va subito al cuore della questione scuola e salute mentale: un ponte da costruire.

E’ questo l’inzio del numero 1/2018 della rivista di psichiatria e psicoterapia Il Sogno della farfalla – L’Asino d’oro edizioni – diretta da Andrea Masini, e tutta incentrata sul ruolo e la funzione della scuola nella vita di adolescenti e giovani quando, divenuti autonomi e indipendenti, si distanziano dalle mura domestiche e si ritrovano in un altro mondo, quello scolastico, insieme a insegnanti e altri adolescenti e ragazzi.

Dopodichè il lettore può immergersi nell’esplorazione di un’età complessa e difficile: l’adolescenza: crescita, sviluppo, crisi e nel periodo più importante del passaggio alla vita adulta: il dodicesimo anno. Per poi imbattersi nella più comune espressione di una, per così dire, denuncia: Non ho voglia di studiare. ‘Gli studenti difficili’ tra psichiatria e pedagogia,  denuncia questa trattata con delicatezza, accuratezza e profondità, segni di umanità, competenza e professionalità.

Non c’è famiglia nè insegnante che non debba cimentarsi e non sia chiamata a dar risposte alla svogliatezza accusata e chiaramente manifestata dal giovane o dal giovanissmo studente: e con il tema svogliatezza anche il lettore è chiamato a fare i conti, è costretto a misurarsi su cos’è la svogliatezza, sul perchè insorge e sul come, dietro l’apparenza, possa nascondersi dell’altro: apatia, freddezza, distacco, disinteresse, anaffettività.

E, forse, questo è il periodo più duro, difficile e complicato: c’è l’incontro e la scoperta con il diverso da sè, il maschietto per la femminuccia, la femminuccia per il maschietto, c’è per entrambi lo sconvolgimento interno – l’attrazione e il primo amore – e esterno – il corpo che cambia e si modifica, e c’è l’apertura alla conoscenza di quanto prima era inimmaginabile.

Ecco quindi la comparsa del disagio psicologico, la compromissione del funzionamento di ruolo e disagio psichico, fino alla messa a fuoco della svogliatezza che è un mito da sfatare, perchè oggetto di considerazioni psichiatriche sugli studenti che la manifestano.

Quindi arrivano le risposte assai mirate nel capitolo lavorare con gli adolescenti: un dialogo possibile tra diverse realtà in cui gli esperti – molti del comitato editoriale della rivista – coinvolti nel numero monografico, si soffermano sul rapporto docente-discente: modelli culturali e falsi miti, su famiglia, scuola e processo di autonomia degli adolescenti, su la scuola come intermediario nella comunicazione tra genitori e adolescenti per poi affondare il bisturi della conoscenza sui comportamenti a rischio e su gli adolescenti e il fenomeno del cutting.

Insomma, il mondo giovanile – a partire dai bambini che non sono guidati da un istinto primordiale, innato, esclusivo e per questo sarebbero cattivi e perversi – è sì anche fatto, come ci dicono le cronache, di baby gang, di bulli e prepotenti, di aggressivi e violenti: ma queste non sono situazioni fisse, per sempre, nè immodificabili, ma sono l’espressione di una patologia mentale legata a rapporti interumani deludenti e che, come tale, può esser curata e guarita in rapporti specifici, ad hoc, che fanno psichiatria come psicoterapia.

Il pregio rivoluzionario del numero 1/2018 della rivista Il Sogno della farfalla è di aver fatto luce a partire dal mondo dell’infanzia, su adolescenti e giovani capovolgendo l’armamentario vecchio e fasullo di una certa cultura radical chic di sinistra e infrangedo i dogmi di credenze religiose e, da ultimo, restituendo all’informazione, per esser libera, la sua funzione preminente: la conoscenza per tutti della realtà umana.