ISRAELE: PERSECUZIONE DEGLI IMMIGRATI E RICHIEDENTI ASILO CON L’AUSILIO DELLA DELAZIONE REMUNERATA.

DI MARISA CORAZZOL

(nostra corrispondente da Parigi)

A Netanyahu non bastano le persecuzioni nei confronti dei palestinesi, né le incarcerazioni dei loro bambini, ha anche l’impellente necessità di adescare – pagandoli – dei ” volontari difensori” della sua politica razzista per cacciare immigrati e richiedenti asilo.

Come figura nell’articolo pubblicato dal quotidiano “Haaretz”, infatti, “l’Autorità per la popolazione e l’immigrazione” sta offrendo un bonus fino a 30.000 shekel ($ 8.700) ai civili che vogliano temporaneamente “lavorare in qualità di ispettori” al fine di espellere i richiedenti asilo.

Domenica scorsa la suddetta Autorità ha pubblicato un avviso riguardante l’assunzione di 100 ispettori su base temporanea per un periodo di due anni, a partire da marzo 2018 e di oltre a 40 investigatori per l’unità che esamina le richieste di asilo.

Il lavoro, spiega l’annuncio, implicherebbe audizioni per i richiedenti asilo: intervistare e documentare quelli disposti a lasciare volontariamente Israele; coordinare e rilasciare documenti di viaggio e coordinare i voli. Gli accompagnatori dei richiedenti asilo devono altresì monitorare il loro rientro nei rispettivi paesi di origine o altrove.

Gli altri ispettori sarebbero coinvolti nell’applicazione delle leggi contro i richiedenti asilo e i loro datori di lavoro. Il loro compito sarebbe trovarli, registrare le loro storie e indagare anche sui datori di lavoro.

Il lavoro richiede un’istruzione superiore. L’esperienza in combattimento o sicurezza è un vantaggio, afferma l’annuncio.

Coloro che sono assunti otterrebbero contratti personali e retribuzione adeguata, nonché un bonus che può raggiungere i 30.000 shekel – pagabili alla fine del periodo di impiego. Un anno di lavoro produrrà al dipendente un ulteriore bonus di 20.000 shekel.

I 40 nuovi ispettori lavorerebbero nell’unità di determinazione dello status di rifugiato del ministero dell’Interno, che si trova nel sud di Tel Aviv. Gli investigatori dovrebbero esaminare la veridicità delle affermazioni dei richiedenti asilo e la loro rilevanza ai sensi delle leggi in vigore. Esamineranno anche la situazione politica nel paese d’origine dei richiedenti asilo e formuleranno un’opinione sul rischio per la loro vita, il loro diritto di asilo e altre questioni.

Si prevedono punizioni nei confronti di chi è stato già raggiunto da decreto di espulsione – leggasi incarcerazione – ed altrettanti interventi punitivi sono altresì previsti nei confronti di loro eventuali datori di lavoro, che potrebbero essere gravemente multati. Il bonus di 3.500 shekel (838, 58 €) per lasciare Israele verrà gradualmente ridotto a partire da aprile.