VICENDA ROSSI, MPS: ASSOLUZIONE PIENA

DI DAVIDE VECCHI

Dopo due anni di processo ieri sono stato assolto, insieme ad Antonella Tognazzi, perché il fatto non sussiste. Eravamo accusati dal pm Aldo Natalini di aver violato la privacy di Fabrizio Viola e creato un danno a lui e alla banca Mps perché pubblicando sul Fatto lo scambio di mail tra Rossi e Viola e la richiesta di aiuto da parte di David, avevamo lasciato intendere che la banca si era disinteressata del suo manager. Non è andata così? Sì. Ma il pm Natalini ha pensato pure di contestare ad Antonella l’aver voluto estorcere dei soldi alla banca e proprio per questo, a suo avviso, lei mi avrebbe consegnato le mail. Ovviamente nulla era vero e il giudice Alessio Innocenti non ha potuto far altro che assolverci.

Si chiude così una vicenda sicuramente dolorosa per Antonella anche se nessuno ora si scuserà per le accuse infamanti che ha ricevuto. Io e Antonella non ci conoscevamo prima di questo processo. E devo dire che è stata una fortuna incrociare una persona straordinaria come lei. Una dignità, una forza, una lucidità e una capacità di reagire e tenere sempre alta la testa mai viste prima. Antonella è una donna rara e so che riuscirà ad avere la verità su David che cerca. Se la merita.

Dal canto mio spero che i pm di Siena abbiano compreso che non tutti i giornalisti si lasciano intimidire e che è meglio fare il proprio mestiere per bene invece di cercare di zittire chi solleva dei dubbi sull’operato delle procure. Possono iniziare ora, seppur in clamoroso ritardo, a occuparsi del caso David Rossi: c’è un libro nel quale sono elencati tutti gli errori e le omissioni commesse. Possono trovare dei buoni spunti. Una copia ce l’hanno già.

In questi due anni mi sono trovato mio malgrado dall’altra parte della barricata. Indagato e imputato senza querela di parte e quindi per esclusiva volontà dei magistrati. Solitamente il mio lavoro mi fa stare dalla parte di chi racconta, non di chi è raccontato. E devo ammettere che ho scoperto come la nostra categoria sia non solo superficiale ma anche facilmente manipolabile. Del processo a carico mio e di Antonella ancora oggi ho letto cose surreali. Un giornale locale nel pezzo con il quale dava notizia della nostra assoluzione piena è riuscito a scrivere che Antonella mi ha dato le mail che avevo pubblicato. Ma come: hai appena scritto che non è vero? Vabbè. Questo è solo un esempio delle mille cose che ho visto e subito. Così anche da questa esperienza ho imparato qualcosa e mi auguro di riuscire a usare l’insegnamento al meglio in futuro per il mio lavoro: come la legge non ammette ignoranza così il giornalismo non può e non deve ammettere superficialità né partigianeria.

Pippozzo finito. A Siena ora ci torno solo per lavoro. E ho due o tre storie molto interessanti lasciate in sospeso..