MAXI ASSEGNO NEGATO A VERONICA LARIO, RICORSO IN CASSAZIONE, CONTRO BERLUSCONI

DI PATRIZIA ING. LASSANDRO

Berlusconi è sempre nell’occhio del ciclone, in bilico tra cronaca e politica e se lo si incastona, tra l’altro, nel contesto sociale italiano, discutere oggi di cifre di mantenimento a sei zeri appare collocarsi agli antipodi della quotidianità. Ad ogni buon conto, in questo articolato e complesso quadro sociale, fa notizia il ricorso promosso dall’ex moglie, Veronica Lario, alla Corte di Cassazione, contro la sentenza della Corte d’Appello di Milano, che aveva azzerato il suo assegno di mantenimento post divorzio e l’aveva obbligata a restituire al Cavaliere una somma attorno a 45 milioni di euro.
La sentenza risale al 16 novembre scorso, ed era stata subito contestata dal legale di Veronica Lario, Cristina Morelli.
Infatti, secondo alcune sue dichiarazioni, sarebbe “profondamente ingiustà la decisione della Corte ”, che aveva eliminato l’assegno di mantenimento da 1,4 milioni mensili stabilito nel 2013 dal Tribunale di Monza e l’aveva obbligata a restituire al Cavaliere una somma da capogiro, attorno a 45 milioni di euro. Il ricorso in Cassazione, di conseguenza, entro il termine previsto dei 60 giorni, è stato regolarmente presentato presso gli uffici giudiziari. La Corte d’Appello di Milano aveva deciso di applicare al caso Berlusconi-Lario il precedente dell’ex ministro dell’Economia Vittorio Grilli, che l’anno scorso si era visto riconoscere – proprio dalla Cassazione – il diritto a non dover mantenere la moglie, in quanto economicamente autonoma, scardinando così il principio dello “stesso tenore di vita”.
Un precedente che apre le porte a nuove sentenze similari. La conseguenza è che genereranno scontento in chi spera in un possibile mantenimento, che per la gente comune, a volte, è di qualche centinaia di euro.