ESAMI TERZA MEDIA: C’ERA UNA VOLTA IL TEMA. COSA CAMBIA

DI CHIARA FARIGU

Comincia da qui la novità introdotta dal Ministro della Pubblica Istruzione per gli esami della classe terza della scuola secondaria di 1° grado, ovvero la ex scuola media: il TEMA non c’è più.
Gioia e dolori per decine di generazioni, lo svolgimento dell’argomento che apriva le danze delle discipline d’esame viene ora messo in soffitta. Sarà sostituito da tre prove differenti: un testo argomentativo, uno descrittivo e la comprensione/sintesi di un brano, individuate dalla Commissione e scelta dall’alunno a seconda delle preferenze e capacità di scrittura.
L’obiettivo dovrebbe consistere nel dare ai docenti una valutazione più accurata sulla reale preparazione linguistica dello studente. Inutile sottolineare che i pro e i contro, ancora una volta, si sprecano. E che solo il tempo dirà se la strada che dal prossimo giugno verrà intrapresa sarà quella giusta o meno.

Ma questa è solo una delle novità introdotte dai Decreti Attuativi varati a ottobre 2017, a completamento della L.107 meglio nota come #buonascuola.

Grossi cambiamenti anche per le prove INVALSI, i test standardizzati e da sempre oggetto di polemiche. Nate per “fotografare” il livello di preparazione degli alunni all’inizio del loro percorso scolastico e alla fine della scuola dell’obbligo, da quest’anno cambiano modalità (si svolgeranno su pc), e tempistica, saranno somministrate entro il mese di aprile, vale a dire scorporate dall’esame vero e proprio. Pur costituendo requisito d’ammissione, il risultato ottenuto non inciderà più sul voto finale.

Qualche cambiamento anche per la prova scritta di LINGUE STRANIERE: si testeranno le competenze di una sola lingua straniera divisa però in due parti, una per la prova di inglese e l’altra per la seconda lingua se prevista nell’istituto di appartenenza. Anche qui, importante diventa la comprensione di un brano da effettuarsi attraverso la lettura di una lettera o di una email.

TRE dunque le PROVE SCRITTE: italiano, lingue straniere e matematica. UNA LA PROVA ORALE, anch’essa con qualche modifica rispetto al passato: si darà più peso alle competenze trasversali e si valuteranno anche le conoscenze inerenti l’educazione civica.

Infine, la VALUTAZIONE.

Con la riforma verrà privilegiato il processo formativo nella sua totalità, tenuto conto del percorso di crescita e di apprendimento effettuato dagli alunni nei tre anni di scuola.
Sarà il Collegio dei docenti a decidere i criteri e le modalità di apprendimento che verranno inseriti nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa. La valutazione verrà espressa col voto in decimi, accompagnata dalla descrizione del processo di sviluppo e dell’apprendimento raggiunto.

Addio anche al VOTO DI CONDOTTA e alla bocciatura per un’insufficienza nel comportamento.

Il voto di condotta infatti non sarà più espresso in decimi ma sarà argomentato con un giudizio sintetico. Infinite le polemiche, a suo tempo, sulla rimozione di uno degli ultimi strumenti a fare da deterrente a comportamenti incivili e atti violenti. La condotta, sostengono gli esperti, tuttavia non sarà sottovalutata. Le sanzioni disciplinari infatti avranno un peso sull’ ammissione alla classe successiva e di conseguenza anche agli esami finali.

Quale dunque il VOTO FINALE per superare gli esami? Occorre conseguire una valutazione complessiva di almeno 6/10. Valutazione che si raggiunge dalla media, arrotondata per eccesso, tra il voto di ammissione e quelli conseguiti nelle varie prove scritte e quella orale.

Naturalmente, per poter sostenere gli esami occorre prima essere ammessi. In che modo?
– Studiando con profitto le discipline del programma;
– non superando il limite massime di assenze (bisogna aver frequentato almeno tre quarti delle lezioni);
– aver sostenuto le prove Invalsi di Italiano, Matematica e Inglese;
– non aver avuto sanzioni disciplinari

Nessun testo alternativo automatico disponibile.