CON BERLUSCONI E SALVINI AL GOVERNO, MILIONI IN FUGA DALL’ITALIA

DI LUCIO GIORDANO

” Se tornano al Governo Berlusconi e Salvini, vedrai che ‘fugone’ prendono gli italiani. Milioni in fuga, altro che storie”. Basterebbe questa frase colta al volo in un supermercato romano, per rendere bene l’idea di come molti nostri connazionali vedano con ansia,  un’ansia mista a terrore, il ritorno della destra radicale al governo. Quella  stessa destra che ci accompagnò con superficiale  incoscienza ad un passo dal default, nel 2011. Ma sarebbe bastato anche solo vedere l’ex cavaliere in tv, ieri mattina ospite de l’aria che tira su La 7, per capire che il graffio dell’ex premier è ormai quello di un uomo con le unghie spezzate. Alla fine della puntata non aveva capito che altri ospiti non sarebbero arrivati subito ma solo il giorno dopo. Da far cadere le braccia, o da farsi venire i capelli dritti.

Esser guidati da una pietra preziosa che non brilla più, infatti, sarebbe drammatico per l’Italia. Altro che Di Maio che è sì giovane ed inesperto. Altro che i 5 stelle,  considerati incapaci (il che può anche essere, per carità) e che hanno fatto dire a Berlusconi: ” Se vincono loro mi compro una dacia e vado a vivere in Russia”. Fermi tutti: se tanto mi dà tanto, sarebbero gli italiani a dover prendere per davvero  un fugone, in caso di vittoria elettorale della lega nord e di Forza Italia.

Ma, tranquilli: a conti fatti   l’araba fenice stavolta non risorgerà. Troppi anni, troppi problemi sono passati dai tempi dell’inimitabile Berlusconi di vent’anni fa. Per cui, l’ipotesi di un ritorno della destra al governo, sondaggi a parte che spesso sbagliano,  è da escludere o quasi. Del resto, solo una sciagurata legge elettorale consente ora alla destra di sperare nel trionfo. In effetti, il vero obiettivo, almeno per Berlusconi, è un esecutivo di larghe intese con la Dc 2.0.  Nulla di più. Anzi, in realtà è il piano B, quello che fa più gola all’ex cavaliere.  Certo, però, proviamo a ragionare un istante:  se mai ci fosse una probabilità, anche solo  una possibilità remota di  vittoria  convincente della destra, allora sì che le prospettive di rilancio del paese andrebbero a farsi fottere. Non siete convinti? Già dimenticato le leggi ad personam come quella sul falso in bilancio, la legge Cirami, quella sul condono fiscale? E la Gasparri, il lodo Alfano, il legittimo impedimento, la riforma Gelmini? E la crisi economica, i ristoranti pieni? Perchè basta leggere il programma , firmato ieri a Palazzo Taverna da Berlusconi, Salvini e Meloni  e letto dall’ex cav in una trasmissione di Canale 5, per capire che ci troviamo a metà strada tra il solito  libro dei sogni , con promesse elettorali alzo zero per colpire all’addome la credulità degli italiani, e una svolta davvero autoritaria del Paese.

Punto uno, il libro dei sogni. Manca la  promessa di vita eterna agli italiani e il portare il mare anche  a Selva di Val Gardena, magari scavando un tunnel, e poi c’è tutto. Ma le promesse da marinaio, sciolte al sole di marzo proprio come l’alleanza dei tre schieramenti che non vanno d’accordo su nulla e che si separeranno un secondo dopo la chiusura delle urne del 4 marzo, in sè e per sè fanno sorridere. A far venire i capelli bianchi sono invece altri punti del programma firmato dai tre.

Ci racconta, questo programma, di una flat tax al 23 per cento, cioè un regalone ai super ricchi del paese. e l’azzeramento delle tasse sulla prima casa, sull’auto, sulle successioni, sull’Irap, sulle  donazioni  e su tric trac, castagnole , bombe a mano.  Per non parlare dell’ abolizione della legge Fornero sulle pensioni, con non si sa quali coperture finanziarie. E poi, sempre nel magnifico e irrealizzabile programma elettorale,  ci sono  meno vincoli  europei, che fa tanto pop( ulismo),  il controllo dell’immigrazione, che vuol dire abbattere un metro oltre le coste libiche i migranti in fuga, meno burocrazia e più sicurezza per tutti , con ronde di quartiere in divisa ( indovinate quale) e  Legittima difesa h 24, per colpa proprio  di quei migranti che rubano perchè non lavorano. Salvini battuto sul terreno amico dell’intolleranza e del razzismo , insomma.

Ha inoltre  il sapore della vendetta di Silvio,  la  riforma della giustizia e  del giusto processo: in pratica  una museruola per giudici e magistrati, così imparano a perseguitarlo per una vita. Dulcis in fondo: imponente piano di sostegno alla natalità e adeguamento delle pensioni minime a mille euro. Sempre coperture cercasi.  Che poi: gli italiani non vorrebbero mica la luna. A loro basterebbe un lavoro sicuro e un salario dignitoso. Ma il generoso trio, pur di vincere, è pronto a promettere anche Venere, Marte e Saturno. Quello che è in verità l’obiettivo più ambizioso, il grande sogno di Berlusconi  e della lega Nord, è però la revisione del sistema istituzionale in senso federale e presidenzialista. Il famoso presidenzialismo tanto caro al patto del Nazareno e che non è passato per la sconfitta di Renzi al referendum del 4 dicembre e, soprattutto, per il cambio di casacca in corsa dell’ex cavaliere.

Da diventar cianotici. Definitivo.  Se infine pensiamo alla certezza di un Berlusconi premier, essendo l’ex cavaliere  ancora convinto del pronunciamento  favorevole della Corte di Strasburgo sulla sua condanna, e l’ideuzza  di nominare Salvini come ministro dell’interno, c’è davvero quanto basta per dirigersi di corsa in prefettura per rinnovare il passaporto. Ruspa. E bagagli al volo. Meglio non farsi trovare impreparati di fronte ad una sciagura simile.