TOURING CLUB PREMIA I PIÙ BEI BORGHI ITALIANI CON 227 BANDIERE ARANCIONI

DI PATRIZIA ING. LASSANDRO

Nell’edizione 2018, targata Touring Club, ci sono 19 new entry, tra i borghi premiati con la bandiera arancione. La Toscana è capofila della lista per l’impegno dei piccolissimi borghi, nel preservare bellezza e tradizioni.

L’Italia, una nazione con un territorio unico al mondo, fatto di tradizioni e storia, brulica di piccolissimi borghi, ognuno custode di affascinanti storie e di incredibili bellezze da scoprire e tutelare. Il Touring Club Italiano ha annunciato le 19 nuove Bandiere arancioni, cioè i borghi d’Italia premiati per il loro impegno nel preservare bellezza e tradizioni. Sono migliaia di candidature per questa ventesima edizione, che porta a 227 le bandiere arancioni in tutta Italia: capolista è la Toscana (con 38 vessilli), seguita da Piemonte (28) e Marche (21). I borghi ad aver ricevuto oggi a Genova la bandiera del Touring sono Gressoney Saint Jean (Aosta), Agliè (Torino), Chiusa di Pesio (Cuneo), Gavi (Alessandria), Ozzano Monferrato (Alessandria), Almenno San Bartolomeo (Bergamo), Bellano (Lecco), Pizzighettone (Cremona), Maniago (Pordenone), San Vito al Tagliamento (Pordenone), Santa Fiora (Grosseto), Frontino (Pesaro Urbino), Serra San Quirico (Ancona), Fara San Martino (Chieti), Lama dei Peligni (Chieti), Opi (Aquila), Aliano (Matera), Oriolo (Cosenza), Taverna (Catanzaro). I borghi a cui è riservato il rinomato riconoscimento sono comuni con meno di 15 mila abitanti; l’obiettivo del progetto è di valorizzare l’entroterra, il suo paesaggio, la sua storia e le sue tipicità, attraverso la guida turistica e la promozione del Touring Club fra i suoi soci. Il Touring garantisce un «costante monitoraggio della qualità dell’offerta turistica», aggiornando la lista ogni tre anni e ampliandola con nuovi borghi virtuosi. Questo illustre premio è riuscito a far ripopolare i piccoli borghi, grazie al flusso di turisti pronti a visitare queste antiche meraviglie, facendo rifiorire l’economia ormai spenta di queste piccole realtà. Nel borgo di Morigerati, immerso nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, i residenti sono solo 70 ma adesso i giovani, dopo gli studi universitari iniziano a tornare a casa e con agricoltura sociale, produzione di cibo locale, offerta di escursioni sul dorso di asini e trekking in mezzo alla natura hanno fermato lo spopolamento e rilanciato il turismo. Dal 2011, da quando Morigerati è una bandiera arancione, gli arrivi turistici sono aumentati del 68%. A Gressoney Saint Jean (AO), con il suo Castel Savoia, dimora estiva della regina Margherita, i turisti effettuano passeggiate meravigliose lungo valli dove si degusta la Toma di Gressoney o il violino di capra, salume tipico della zona. Oppure realtà come San Vito al Tagliamento e la sua Piazza del Popolo carica di storia, o Bellano, sulle sponde del Lago di Como, che con la sua gola naturale “Orrido” attira i visitatori per un viaggio fra marmitte e spelonche. Senza tralasciare la Chiusa di Pesio e le sue colline ricoperte di castagni secolari oppure Ozzano Monferrato e le sue tradizioni gastronomiche e artigianali locali, come i biciulant d’ausan, dolce del periodo pasquale, e il ricamo a chiacchierino; e infine l’Aliano descritta in “Cristo si è fermato a Eboli” da Carlo Levi, dove è possibile ammirare i calanchi tipici del territorio argilloso della Basilicata.