LE RICORDATE LE DONNE CURDE

DI VANNI CAPOCCIA

 

Le ricordate le donne curde che combattevano contro l’Isis e hanno liberato prima la città martire di Kobane e poi Raqqa? E “Cappucceto rosso” la combattente morta in battaglia chiamata in quel modo da Zero Calcare in un fumetto? E le donne liberate dai curdi finalmente libere di gettare via la gualdrappa impostagli dagli integralisti dell’Isis?

Sono foto che hanno fatto il giro del mondo mostrando a tutti che i curdi, uomini e donne, sono stati i primi, scarponi a terra, che in Iraq e Siria hanno combattuto sul terreno l’Isis sconfiggendolo.

Ora la Turchia del dittatore Erdogan ha invaso in Siria la regione curda di Afrin. Uccide uomini, donne e bambini di quel popolo che ha il merito maggiore della sconfitta dell’Isis. Non tollera che ai confini della Turchia si stia formando nel Rojava, così i curdi-siriani chiamano il loro territorio, una democrazia che addirittura emancipa le donne.

E la parte di mondo che ha beneficiato di quello che hanno fatto curde e curdi, che gioiva nel vedere le foto delle donne combattenti, invece di difenderli assiste indifferente all’invasione turca del loro territorio, all’uccisione dei loro bambini.

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