ROMA, PIZZERIE A TAGLIO: BAGNI ASSENTI! QUANDO L’AGIBILITA’ E’ SOLO UN MIRAGGIO

DI MARCO CHINICO’

Abitabilità e agibilità. La distinzione che si faceva, fino a non molto tempo fa, per stabilire se un immobile era idoneo o meno per abitarci o usufruirne ai fini dello svolgimento di una propria attività commerciale o professionale. Oggi, la distinzione testé citata è stata letteralmente assorbita dal Testo Unico per l’Edilizia. Accorpati i distinguo del caso, tutti gli immobili devono avere dei requisiti ben precisi per essere abitati o usati per scopi imprenditoriali. Sul fronte sicurezza, specie se trasformiamo il locale in questione nel nostro studio professionale o in un negozio, devono essere presenti le uscite d’emergenza, sistemi anti-incendio con tanto di estintori presenti e pronti per l’uso, dispositivi idonei a far arieggiare le varie stanze del locale stesso, impianti per il regolare, ma non eccessivo consumo energetico. Ciliegina sulla torta, la presenza dei servizi igienico-sanitari. Rigorosamente presenti nei normali complessi residenziali, in alcuni appartamenti ve n’è più di uno; altrettanto presenti in molti locali adibiti ad attività commerciali quali ristoranti, bar, pizzerie, fast food oppure negozi al dettaglio. Stando a quel che dicono la legge ordinaria dello Stato in primis, le singole leggi regionali e le norme di ciascun Comune in secundis, in tutti i servizi pubblici questi requisiti di agibilità dovrebbero essere sempre presenti. Non dovrebbero mai mancare all’appello. Diciamo ”dovrebbero” al condizionale perché, tuttavia, la nostra bella Italia ci insegna quanto, molte volte, le infrastrutture lasciano parecchio a desiderare.

Roma. Ostiense-Garbatella. Non a caso abbiamo scelto uno dei quartieri più conosciuti della Capitale. Una vasta zona residenziale, piena di negozi, catene di supermercati, locali di ogni tipo. Presenti, soprattutto, gli esercizi commerciali rientranti nella categoria Pizza a taglio & Tavola Calda. Buona parte di questi stessi esercizi commerciali ha una grandezza, orientativamente, fra i 25 e i 50 mq. Esteticamente parlando, si presentano molto bene: puliti dal pavimento fino al bancone dove pizza, crocchette, supplì e leccornie varie, sono quotidianamente serviti. Alcuni dispongono anche di un piccolo, modesto spazio dove vi sono tavolini e sedie, permettendo così a ciascun cliente di pranzare o fare merenda, all’insegna anche del pieno relax. La sorpresa, definiamola così, la riceviamo sul più bello quando ci accingiamo a pagare il conto. Proprio in quell’istante, sentiamo anche il bisogno di andare in bagno per darci una rinfrescata. Più di un titolare o gestore, ci risponde: “Mi dispiace, ma il bagno non ce l’ho”. Risposta che ci fa storcere il naso. Naso che ci diventa ancor più storto, se non deformato del tutto quando, recandoci presso un’altra “Pizza a Taglio”, sempre il titolare o l’addetto alla gestione dell’attività ci dice espressamente: “Non abbiamo nemmeno un piccolo bagno privato per noi. Se abbiamo noi bisogno di andarci, siamo costretti a chiudere la pizzeria per qualche minuto e recarci nel bar o locale più vicino, chiedendo loro di usufruire dei servizi”.

Peggior disservizio di questo, non si può avere! L’art. 24 del DPR 380/2001 indica, chiaramente, i requisiti che ciascun immobile dovrebbe avere per essere dichiarato agibile. Qui sono elencati i principi di fondo stabiliti dalla legge che, successivamente, rimanda a Regioni e, in modo sussidiario, a ciascun Comune il compito di dettare norme locali specifiche, senza il rispetto delle quali non sarebbe possibile avere il rilascio del certificato di abitabilità o agibilità dalla ASL competente. In aggiunta al certificato dell’Ufficio Comunale territorialmente competente, necessario anche il certificato APE; documento che attesta l’idoneità, il corretto funzionamento di tutti gli impianti installati. Impianti volti al corretto consumo, risparmio energetico e che non devono essere inquinanti. Non solo la questione bagni! Altri due quesiti nascerebbero spontanei: anche le cucine funzionano nel pieno rispetto delle norme igienico sanitarie? I sistemi di areazione della cucina e non solo della stessa, sono regolari e dispongono del certificato APE? Lasciamo ai posteri, l’ardua sentenza! I dati di fatto certi e palesi, sono due: nelle piccole Pizzerie a Taglio, i bagni sono assenti. Una volta entrati lì dentro, anche volendo, al di là del bancone non si può accedere. Solo il titolare o gestore, conosce le sue infrastrutture. A voler essere pignoli e ligi nel seguire la legge, i rispettivi esercizi commerciali interpellati e privi delle “toilette”, dovrebbero essere chiusi. Questo troviamo, quando entriamo e conosciamo queste realtà…almeno all’interno delle Mura Aureliane. Quando l’agibilità è solo un miraggio!