ECCO PERCHE’ E’ IN ABRUZZO IL MIGLIOR POSTO PER VIVERE

DI MARINA POMANTE

Settembre, andiamo. È tempo di migrare.
Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all’Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti…
Con questi versi Gabriele D’Annunzio, nella sua poesia: I Pastori, raccontava della transumanza delle greggi che dai monti, andavano verso il mare, descrivendo così e trasmettendo al mondo intero, uno spaccato della vita delle genti d’Abruzzo e l’immagine di una regione d’Italia dedita anche e soprattutto alla pastorizia.
Chissà se il Vate, avesse mai potuto immaginare che un giorno, da oltreoceano una autorevole rivista di economia e finanza, avrebbe pubblicato un servizio per raccontare di quanto sia qualitativamente bella la vita in un piccolo e antico paesino del suo amato Abruzzo e come tutta la regione stessa, fosse da questa rivista, indicata come quella dove poter vivere bene.

Infatti, secondo la prestigiosa rivista americana Forbes, ai primi posti della classifica mondiale per qualità e costo della vita, tra le prime 10 città al mondo si posiziona un borgo abruzzese “Perché l’Abruzzo ha tutto ciò che offre la Toscana a un costo minimo”. Il borgo abruzzese indicato da Forbes è Città Sant’Angelo, per molti un nome pressoché sconosciuto, situata in collina, quindi gode di un clima ideale, 15 mila abitanti, è il quarto comune della provincia di Pescara, dalla quale dista solo 18 chilometri ed è ritenuto uno dei borghi più belli d’Italia.
Scrive la rivista Forbes che Città Sant’Angelo è il luogo al mondo dove si vive meglio con pochi soldi, il posto per il quale vale la pena di lasciare il lavoro e partire…
Città Sant’angelo viene collocata da Forbes al 6° posto tra le città ideali (dietro mete arciconosciute come Lisbona, Cali, Santo Domingo, Belize, Linguadoca) precedendo posti da sogno come Playa Del Carmen o Bali.
L’antico Borgo riesce a coniugare arte, storia, tradizione e buona tavola. La sua posizione geografica permette la vista, dal suo belvedere, del mare Adriatico e del Gran Sasso.
Lungo il Corso principale si trova la chiesa di San Michele Arcangelo, monumento simbolo del centro angolano (da Angulum, l’antico nome latino). Sempre sul corso principale si trova anche la chiesa di San Francesco, dove nel suo convento, oggi c’è la sede del comune. Avanzando lungo il corso spiccano poi i palazzi Di Giampietro, con cortile medievale ad ordini sovrapposti, Colamico, Sozj, Ursini e Coppa Zuccari. L’ex Manifattura Tabacchi ospita invece il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea, che rappresenta un riferimento internazionale e propositivo per tutti i nuovi e significativi fermenti artistici. Dispone di un ricco patrimonio di opere dei più apprezzati ed emergenti artisti nazionali ed internazionali.
Nell’antico borgo, sono presenti diverse aziende agricole produttrici di vino e di olio extravergine d’oliva di eccellente qualità. Città Sant’Angelo, infatti, è riconosciuta come “Città dell’Olio” (olio extra vergine di oliva Aprutino Pescarese Dop), “Città del Vino” (Montepulciano d’Abruzzo, Trebbiano d’Abruzzo e Cerasuolo d’Abruzzo) e “Cittaslow”. Durante l’anno ospita numerosi eventi culturali ed enogastronomici, tra cui la manifestazione “Dall’Etna al Gran Sasso” frutto del gemellaggio con la cittadina di Nicolosi.
Tra i piatti tipici del borgo, caratterizzato da vigneti e oliveti, la pasta alla mugnaia, il timballo, l’agnello “cace e ove” (cotto al tegame e ripassato con una stracciatella di formaggio e uova) e i dolci natalizi chiamati “manucce” e “tatoni”.

“L’Abruzzo angolo di paradiso”, così Laura Begley Bloom, la giornalista che ha firmato l’articolo, descrive l’Abruzzo e Città Sant’Angelo: “Con la sua bella costa adriatica fiancheggiata da caffè sulla spiaggia, montagne per lo sci e vigneti ondulati, l’Abruzzo è un angolo di paradiso ed è il segreto meglio custodito d’Italia. È anche la regione più ricca di questa parte d’Italia ed è un luogo in cui piccole città storiche stanno lavorando duramente per attirare investimenti per salvare le loro strade storicamente significative ma quasi deserte”. La giornalista spiega i motivi di questa scelta: “L’Abruzzo ha tutto ciò che offre la Toscana e molto altro ad un costo minimo. A Città Sant’Angelo ci sono chiese storiche, un museo di arte contemporanea e anche un outlet che ricorda quelli della California del sud”. Laura Begley Bloom, spiega anche che “Da queste parti, una coppia può vivere con 1400 dollari (circa 1200 euro) al mese o meno, incluso l’affitto”.

Le caratteristiche descritte dalla giornalista di Forbes, di fatto interessano tutto il territorio abruzzese.
Una camminata che rischiara i pensieri e mette in pace con il mondo, così si potrebbe definire l’Abruzzo. Forse anche l’autrice dell’articolo, ha percepito la stessa emotività.
la bellezza dell’Abruzzo è cosa nota per noi italiani, cinto dagli Appennini che fanno da cornice e da barriera ad un’area protetta, il percorso confluisce verso l’Adriatico, tra vertiginose creste, impressionanti pareti rocciose, valli e praterie, si vedono nel panorama, castelli e borghi dove le tradizioni e la semplicità di una cultura contadina, resta in sintonia con il progresso, senza esserne mai sopraffatta, fino ad arrivare al mare dove il profumo e la salsedine, penetrano nelle narici e infondono ai sensi la bellezza della vista verso quel mare infinito che apre lo spazio verso altri orizzonti, anche la sabbia fine, è come una carezza calda e mai fastidiosa, tutto ciò favorisce il giusto connubio di cui un essere umano ha bisogno. Un clima in completa sintonia per rigenerarsi e ritrovare le energie giuste per ricominciare.
I percorsi spesso impervi obbligano a rallentamenti e soste, permettendo così di fruire di panorami mozzafiato che sollecitano la sensazione di far parte di uno spazio immenso regalatoci dalla natura stessa. L’Abruzzo secondo l’Huffington Post è quinto nella classifica mondiale, per vivibilità e qualità della vita, tanto da essere definito un luogo ideale per condurci l’esistenza.
Seppure questa regione offra sia le caratteristiche di un territorio marittimo che quelle di un luogo montano, gli abruzzesi non sono mai radicalizzati ad uno solo questi elementi, la loro connotazione è infatti considerabile equidistante, seppure propensa e capace allo “sfruttamento” di entrambi gli aspetti. Gli abitanti considerano e pensano il territorio come risorsa e come tale hanno da sempre capito, la necessità di rispettarla, non abusando mai delle risorse dalle quali creano profitto per tutta la comunità. Non c’è mai un uso smodato o eccessivo del patrimonio naturale, la conservazione e semmai lo sviluppo, non cedono mai il passo ad un interesse avido. Come il buon padre di famiglia, chi cresce in questa regione, è consapevole della fatica profusa da tutti per il bene di tutti. L’Abruzzo vanta l’appellativo di regione verde d’Europa, grazie alla presenza di tre parchi nazionali, il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il parco nazionale della Maiella e il parco nazionale del Gran Sasso e dei monti della Laga, inoltre il parco regionale naturale del Sirente-Velino e all’area marina protetta Torre del Cerrano. L’Abruzzo ha trentotto aree protette che rappresentano il 36% della sua superficie totale, tutta la zona è la più alta d’Europa. Il territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo è costituito da un insieme di catene montuose, un’altitudine compresa tra i 900 e i 2200 metri slm. Le vedute presentano un paesaggio alternato da vette tondeggianti a pendii dirupati.
Nell’area centrale del Parco scorre il fiume Sangro, al quale affluiscono vari torrenti e defluiscono le acque dei fiumi Giovenco, Melfa, Volturno e altri.
Nel Parco ci sono due bacini lacustri: il lago di Barrea (artificiale), alimentato dal fiume Sangro ed il lago Vivo di origine naturale.
Nella zona della Camosciara si trova la dolomia, un tipo di roccia impermeabile, che permette all’acqua di scorrere in superficie dando luogo a pittoresche cascate e pozze d’acqua.
Altra perla dell’Abruzzo, è senza dubbio il Parco della Maiella, un monte che è nel cuore di tutti gli abruzzesi, che hanno un rapporto filiale con la loro montagna (la montagna madre). La conoscono tutti piuttosto bene, la rispettano ed in taluni casi addirittura la venerano, come vale per tutte le montagne abruzzesi.
La Maiella, si estende fino alle tre provincie di Chieti, Pescara e L’Aquila, è una montagna insidiosa e difficile, fredda e ingannatrice fino alle pendici più basse o calda e assolata, il panorama cambia completamente percorrendo poche centinaia di metri.

Sulla Maiella ci sono molti misteri e leggende… Quanti banditi hanno trovato rifugio qui e quanti fuggiaschi hanno trovato protezione e cibo nelle sue grotte e nella sua fauna? La Storia ricorda Spartaco ed i suoi gladiatori in fuga dalle legioni di Pompeo.
Si ricordano anche le gesta di pochi coraggiosi uomini della “Brigata Maiella” che combatterono e diedero la vita per la libertà della propria terra e dell’Italia.
L’origine del nome è incerto, alcuni sostengono che derivi da: Maia, la madre del dio Mercurio. La leggenda narra che Maia cercò di curare sopra la montagna, il figlio Ermes, il gigante ferito in battaglia, ma non vi riuscì ed adagiò il corpo del figlio sopra il corno del Gran Sasso d’Italia, oggi chiamato appunto: “Gigante che dorme”. Successivamente Maia, si lasciò morire di dolore sopra la montagna che svettava di fronte al Gran Sasso, che si chiamerà Maiella. Per questo una parte rocciosa della montagna è chiamata “Bella addormentata”. Altri invece sostengono che in tempi antichi la montagna era chiamata: Nicate, dalle parole greche “nican” vincere e “aete” vento, oppure da “nicator” vincitore. C’è inoltre chi dice che Maiella sia una derivazione delle parole latine: maior mons, da cui Magella e quindi Maiella, ma questa ipotesi risulta la meno probabile, perchè la Maiella non è il maggior monte d’Abruzzo (anche se solo per 117 metri, rispetto al Gran Sasso.)
Questa montagna è un massiccio calcareo dolomitico. Soprattutto per le sequenze sedimentarie carbonatiche, ecco perchè il suo aspetto assume una colorazione nerastra.
La Maiella, offre piste sciistiche ben attrezzate che fanno di questo luogo, una risorsa economica per la regione.
In Abruzzo c’è anche un altro luogo spettacolare. La catena dei Monti della Laga, un susseguirsi di boschi di betulla, faggete e corsi d’acqua. Con la presenza del Gran Sasso e del Parco Nazionale che tutela il territorio, questa zona evidenzia la maestosità della natura e non può che sorprendere chiunque la visiti.
I siti di maggiore attrazione turistica sono la cascata della Morricana, le cascate dei Fossi del Molinaro, la cascata delle Barche.
Nel Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, si trova il castello di Rocca Calascio, con la vicina Chiesa di Santa Maria della Pietà, e il borgo sottostante, entrambi disabitati da secoli. Questa zona lascia davvero senza fiato. Il panorama è spettacolare e sembra di essere sospesi in un’atmosfera magica. Ma le cose da vedere non finiscono qui, infatti, con un’ora di passeggiata si giunge a Santo Stefano di Sessanio, uno dei Borghi più belli d’Italia, di origine medievale, abitato da circa 120 persone e caratterizzato della pietra calcarea bianca con cui è costruito.

Tra Ghiacciai, vallate e vette montane, trovano collocazione specie faunistiche protette che faticosamente sono in crescita numerica, uscendo così dal rischio estinzione.
Una moltitudine di vegetazione, trova in questi luoghi il naturale accoglimento grazie all’habitat favorevole e dona alla vista un’arcobaleno di colorazioni.

Anche per la costa abruzzese, la varietà dell’aspetto che passa dal frastagliato alle zone a picco sul mare, fino ad arrivare al litorale pescarese, dove la “movida” anima il periodo estivo, si mescolano castelli, abbazie, borghi, che vanno ad alimentare la cultura e la storia della regione.

Altra caratteristica importante per gli abruzzesi è la produzione alimentare e l’aspetto del made in Italy, che tuttavia predilige la variabile dell’offerta a chilometro zero.
Non solo quindi vino e olio rappresentano il punto di forza della gastronomia regionale ma sono presenti innumerevoli prodotti tipici, come quelli caseari o la produzione dolciaria (ad esempio i confetti di Sulmona), ma anche i prodotti derivati dalla carne, dove non si disdegna in particolare la carne di pecora (noti gli arrosticini).
La chiave di volta che conferisce a questi prodotti l’eccellenza, non è limitata alla sola produzione ma anche al modo con cui vengono cucinati gli elementi gastronomici.

Insomma, l’Abruzzo racchiude in se una molteplicità di caratteristiche e valori che rendono il soggiorno un viaggio nella tradizione italiana. Ancora oggi i contadini dopo la raccolta del grano, usano preparare degli spaghetti tipici che a causa della polvere della mietitura del grano, sono chiamati “spaghetti impolverati”.
Il popolo d’Abruzzo, forte e gentile, ha dovuto fare i conti con avversità geologiche che hanno stravolto la serenità e gli equilibri della gente, si pensi al terremoto che investì l’Aquila che ancora oggi porta i segni della distruzione ed il dolore per i tanti che persero la vita, oppure il terribile incidente della valanga di Rigopiano che riversò la sua furia distruttrice sull’albergo che era un fiore all’occhiello dell’Abruzzo e che causò molte vittime. La gente d’Abruzzo cerca e trova la forza nella coesione, linfa del territorio. Quel carattere forte e gentile che consente di non chinare mai la testa ma di rinascere continuamente, ha permesso a questo “popolo” di arrivare ad essere considerato l’ospite ideale dove poter vivere un vita qualitativamente superiore.
La terra d’Abruzzo non è quindi solo ciò che nell’accezione comune, di Dannunziana memoria, viene descritto, essa è di fatto, la differenza tra il lasciarsi alle spalle il passato e le tradizioni in ragione di un frenetico progresso e il saper far convivere entrambi, nella giusta proporzione ed equilibrio.

Dedicato a tutte le persone che negli ultimi anni hanno vissuto un dolore e si sono rialzati dalle proprie “macerie”.