ALLA RICERCA DELLA FELICITA’ O DI QUALCHE POLTRONA?

DI MARIO RIGLI

Dieci volte meglio, ma meglio de che, meglio de chi?

– Sono dieci volte meglio di te, si diceva da bambini, a giocare a campana –
– Si, ma io sono dieci volte meglio di te a nascondino!
E non bastava dire meglio, no meglio era troppo poco e senza falsa modestia si diceva 10 volte.
Ma era un dire innocuo, era un difendersi forse dai più bravi, era un esercizio di autostima.
E allora lo stupore di vedere fra i quasi cento partiti uno che si chiama “Cento volte meglio” è grande stupore, è quasi meraviglia, è rammentare di colpo “campana” e “nascondino” .
Ma poi, dieci volte meglio in cosa?
Nell’onestà? Non esistono forse gruppi che si richiamano a questo? E non dovrebbe forse essere questa qualità un attributo indispensabile per tutti coloro che si impegnano in politica?
Nella competenza? Ma forse non si scelgono o si dovrebbero scegliere persone competenti ovunque, oltre il simbolo colorato nella scheda?
Nel rapporto con gli altri? Con gli elettori, con la gente? Ma non è questo forse un compito di tutti i partiti e che indica la Costituzione?
E allora dieci volte meglio in cosa?
E allora leggo un po’ il programma:
Primo punto: Ricerca della felicità.
Mi sono quasi quasi messo a ridere! Ma non era forse questo un compito della filosofia? Non ci hanno detto su questo e ampiamente Socrate, Platone, Aristotele, gli stoici, Epicuro e gli scettici? Non ci ha edotto su questo la filosofia moderna?
E la politica, cioè la corretta gestione e amministrazione della Polis, può ricercare la felicità? Ma non è questo un problema interiore, esistenziale che esula comunque dai beni, dalle risorse, dal posto di lavoro, dalla pensione? Ed un partito, visto che rappresenta una parte, può ricercare la felicità di tutti? O solo degli aderenti, della parte, del partito?
A questo punto la lettura è andata veloce. Forse ho pensato di trovarmi di fronte ad una burla.
In questo tempo di bufale e fake news sono andato avanti lo stesso, perché, purtroppo non era questo il caso. È ho visto 5 milioni i posti di lavoro, ho visto un turismo ed una ecologia da favola. Energie sostenibili e benessere diffuso, rientro dei cervelli, sanità efficiente, meritocrazia etc.
Nulla di diverso, insomma, dalle decine e decine di programmi. Una cosa però mi ha colpito: niente, assolutamente niente su problema biblico che affligge l’umanità, niente da dire sui flussi migratori.
E allora ho controllato chi fossero i promotori. 10 bocconiani di cui due docenti universitari e 8 manager e imprenditori.
E ho pensato a Oscar Giannino di “Fare per fermare il declino” vi ricordate? Ma almeno lui era un personaggio eclettico, stravagante che bucava lo schermo. Poi si scoprì che non aveva nemmeno uno straccio di laurea di quelle che dichiarava e tutto si arenò di colpo.
Ma almeno lui bucava lo schermo!
Ce lo vedete voi Adrea Dusi in televisione, in un palco? Io no, proprio no.
Ma quello che mi fa rabbia è che movimenti, partiti del genere strappino a volte le migliori energie alle forze radicate nel territorio inseguendo un miraggio. E quando dico energie radicate nel territorio non faccio riferimento a nessun partito o li indico tutti, il che è la stessa cosa.
Capisco certamente questa ricerca affannata e affannosa di qualcosa di meglio. La disillusione della politica è stata troppo forte in questi anni. Forse di questa disillusione sono complici anche certi movimenti nuovi o seminuovi che hanno voluto cancellare idee portanti come destra e sinistra, e tutto è diventato né carne, ne pesce, solo sirene.
E mi fa male vedere nella provincia, nei piccoli paesi come il mio, gente che si affanna nella ricerca di firme per la presentazione di candidati che non incideranno mai. E sono candidati quasi sempre eccellenti, conosciuti, che forse avrebbero dato davvero un contributo alla comunità alla quale appartengono, e tolgono così idee, impegno da dove, forse, avrebbero veramente inciso.
E allora mi scappa da ridere, quasi, vedendo la ricerca di firme per partiti che si chiamano ad esempio “Viva la fisica” con una sillaba in più altrimenti il simbolo non sarebbe stato accettato, o anche PLI, ma qui ci può essere un po’ di nostalgia di Malagodi e Zanone.
Ma “10 volte meglio” no per favore!

Meglio di cosa, o meglio cosa, non si sa.
Tanta teoria, moltissima filosofia, pochissima pratica.