FABRIZIO FRIZZI “LA VITA E’ UN IMBUTO CHE SI ASSOTTIGLIA”

DI RENATA BUONAIUTO

Fabrizio Frizzi, comincia a raccontarsi e raccontarci la sua avventura. Lo fa con il solito stile, in punta di piedi , con la discrezione e la spontaneità che lo rendono unico.
Il 5 febbraio, compirà 60 anni, un traguardo importante, come lui stesso lo definisce “Un’età ideale, in cui sei maturo, puoi fare le scelte giuste, pur sentendoti ancora fresco e giovanile”, ma il 23 ottobre qualcosa cambia. Fabrizio durante le riprese dell’Eredità ha un malore. Si resta tutti con il fiato sospeso, si rincorrono le ipotesi di diagnosi, ma il riserbo è assoluto. Dopo circa un mese il ritorno a casa, un gran sospiro di sollievo ma, ancora tanti interrogativi.
Poi la gradita sorpresa, con il “fraterno” amico Carlo Conti, Fabrizio interviene alla trasmissione della Clerici “La prova del cuoco”, ed annuncia il ritorno sul piccolo schermo.
La prima puntata dopo il malore, avviene in una sorta di co-conduzione. Carlo e Fabrizio si alternano nelle domande ai concorrenti, si passano il testimone con la complicità e l’affiatamento che solo una vera e sincera amicizia può realizzare. L’emozione viene stemperata dai sorrisi e le battute, che entrambi regalano ad un pubblico attento e felice per quell’atteso ritorno.
Sono trascorsi oltre tre mesi, Fabrizio inizia a mettere ordine nelle sue emozioni, ci parla di quest’ “incidente”, dandogli un nome “Ischemia”, parla della sua visione della vita.
Lui, da sempre ottimista comincia a parlare del futuro come “un imbuto che si stringe all’orizzonte…vedo la vita assottigliarsi, ammesso che la vita continui…” Parole intrise di malinconia, di ansia ma, il sorriso è sempre lì, pronto a dipanare le ombre per questo futuro incerto, o solo da “restaurare”.
Ma poi c’è Stella, la sua Stella, quella che con l’incoscienza dei suoi 4 anni e mezzo gli ridà la carica.
Lotto per continuare a veder crescere la mia creatura, per esserle d’aiuto e un punto di riferimento. Non so se mia figlia abbia capito quanto è accaduto, abbiamo cercato di proteggerla, ma so che i bambini capiscono molto più di quanto immaginiamo: ogni giorno giochiamo insieme, è il suo modo di sorreggermi, mi dà l’energia per continuare a combattere”.
Un’energia che Fabrizio cerca anche nel lavoro quando, con le “gambe che vacillano ancora un po’”, si offre ai concorrenti con la disponibilità, il garbo e l’umiltà che lo rendono davvero unico. “…mi sorprendo a scherzare, a motteggiare con loro come prima non facevo: la malattia è diventata paradossalmente un valore aggiunto, un arricchimento nel lavoro”.
Ma lui ha anche un sogno nel cassetto, uno di quelli che forse solo adesso ha trovato il coraggio di confessare, fare un film con Pupi Avati per il grande schermo, provare il brivido del “ciak si gira!…buona la prima…”, chissà forse una rivelazione che potrebbe trasformarsi in realtà, che potrebbe aggiungersi al regalo per il compleanno che ha chiesto a tutti noi “Vorrei solo un pensiero affettuoso da chi mi vuol bene e un augurio per il proseguo della vita”.
Fabrizio era nel cuore di tanti, per la sua umanità e la sua generosità, l’ “incidente”, ha rafforzato ancor di più questo legame e saranno in tanti anche se solo “virtualmente” a spegnere con lui le 60 candeline che affolleranno la torta ma, saranno anche in tanti a sbirciare il prossimo palinsesto cinematografico, perché forse Pupi Avati un pensierino potrebbe proprio farlo!