LA TESTATA DI SPADA HA MESSO KO IL TURISMO DI OSTIA

DI MARINA POMANTE

In seguito ai fatti emersi sulla malavita che ha imperversato ed ancora è tenacemente presente ad Ostia, dopo le cronache dei giornali che hanno percorso in lungo ed in largo l’episodio della “testata di Spada” al giornalista del programma televisivo: Nemo, con tutto il clamore che ne è seguito e con le indagini che ancora nella giornata di ieri, 25 gennaio, hanno prodotto una serie di arresti, ben 32 persone del clan Spada.
Sulla località del litorale romano pare essere calato un velo di disamore da parte del turismo e delle serate da passare a mangiare il pesce ad Ostia.
Certo adesso non è stagione ed il clima non favorisce sicuramente l’uscita per il ristorantino con gli amici o la famiglia ma la tendenza a disertare il X Municipio di Roma è evidente, almeno questo è ciò che denunciano i ristoratori e gli operatori commerciali che a loro dire, gli eventi criminali venuti a galla stanno producendo l’effetto di allontanare la gente da Ostia, ne consegue un brusco calo degli affari e una flessione di tutto il settore.
I ristoratori lamentano che la cittadina è ormai indicata come “lido criminale” e la gente ha paura di venire, intanto la ristorazione è in ginocchio… Prima il commissariamento del Comune per infiltrazioni mafiose, poi il clamore della “testata” e tutto quello che ne è seguito, ci hanno danneggiato, continuano nel loro sfogo alcuni operatori e aggiungono di sentirsi abbandonati da Roma e di ritrovarsi coi ristoranti vuoti anche in occasione di belle giornate.

Passeggiando per Ostia non si può evitare di notare che non circoli molta gente e che i locali siano semi-deserti. Anche gli albergatori ammettono di essere costretti a registrare un considerevole calo del turismo straniero e anche delle gite fuori porta dei romani, sempre in seguito all’esplosione mediatica negativa, dopo il gesto di Roberto Spada.
Il coro degli esercenti, dal piccolo bar al lussuoso albergo, è unanime ed ognuno a modo suo esprime il desiderio di spiegare che a Ostia non si spara per strada come fosse un villaggio del far west, nessuno dice che la criminalità non sia presente, ma lo è in qualsiasi parte d’Italia o del mondo ed essere etichettati come una cittadina criminale, provoca il vuoto intorno, crea danni all’economia ed isola i residenti in una sorta di ghetto virtuale, come fossero contaminati. Gli operatori commerciali dicono di non volersi arrendere a quello che sta diventando un luogo comune: Ostia = criminalità e aggiungono che confidano molto nell’azione delle Forze dell’ordine e delle Istituzioni, perché smettere di sperare equivarrebbe ad arrendersi.
Ostia è in grado di offrire eccellenze e l’invito a non disertare questa “cittadina” resta sempre attivo e la promessa di accoglienza è calorosa e reale.
Si deve aver il coraggio di girare pagina e ricominciare a credere nelle potenzialità di questo Municipio di Roma che è stato per anni preda del malaffare e del crimine organizzato e la mano tesa deve arrivare dai romani per primi, poiché Ostia è stata da sempre il mare dei romani e non possiamo permetterci di regalarlo all’illegalità.

Da un comunicato di Davide Barillari, consigliere regionale uscente e candidato per il M5S alla Regione Lazio, emerge la volontà e l’impegno a ripristinare la legalità in un territorio difficile come il X Municipio di Roma, che è fatto per la prevalenza di persone per bene, attraverso l’opera delle Forze dell’Ordine e l’azione amministrativa del Movimento 5 Stelle che già da subito ha lavorato con determinazione per lasciare fuori dalle Istituzioni ogni tipo di infiltrazione criminale. Con la Giunta Di Pillo ogni tipo di criminalità ha trovato e troverà sempre le porte sbarrate.