LEGA, FONDATO IL RICORSO CONTRO VITTORIA SALVINI. TORNA BOSSI?

DI MARINA POMANTE

Terremoto in vista in casa della Lega, infatti se venisse accolta la denuncia di un militante, potrebbero essere annullate le elezioni interne che hanno visto vincitore Matteo Salvini. Cosa succederebbe? Che tornerebbe in carica Umberto Bossi, che attualmente ricopre la posizione di presidente federale e garante del Partito.

Così da lunedì prossimo, alla guida del “Carroccio” ci potrebbe essere di nuovo il “senatùr”, a causa di un ricorso che il giudice della prima sezione civile del tribunale di Milano, Nicola Di Plotti ha discusso e ritenuto fondato.

L’istanza infatti, mette in dubbio la legittimità della nomina di Salvini. Il ricorso, di fatto, chiede la sospensione in via cautelativa della sua nomina quale segretario federale della Lega Nord”.

Se venisse accolto, le primarie dello scorso maggio saranno automaticamente annullate e l’attuale segretario tornerà un comune militante, quindi, come prevede lo statuto l’incarico di segretario potrebbe tornare a Umberto Bossi.
Entro lunedì mattina dovrebbe arrivare la pronuncia del giudice sulla questione.

E’ stato un candidato nella lista in sostegno a Gianni Fava, assessore della Regione Lombardia che aveva sfidato Salvini alle primarie per la segreteria della Lega.

Nel fascicolo di 15 pagine, presentate al giudice, vengono denunciate irregolarità da parte di Matteo Salvini nella composizione delle liste per le primarie, viene anche evidenziato come poi è stato cambiato in corsa uno dei candidati: l’europarlamentare Lorenzo Fontana, vicepresidente della segreteria federale della Lega Nord e componente del nuovo partito “Lega per Salvini premier”, insieme a Roberto Calderoli, Giancarlo Giorgetti, Giulio Centemero e lo stesso Salvini. Nello specifico, Lorenzo Fontana avrebbe sostituito il sindaco di Rovigo Massimo Bergamin che non aveva i requisiti di militanza richiesti dal regolamento.

Nel ricorso si sostiene anche che l’illegittimità è data dal momento in cui è stata depositata la candidatura di Salvini e del listino a lui collegato che risale alle ore 13 dell’11 maggio 2017.

Si richiede anche che nel periodo di sospensione di Salvini, venga nominato alla segreteria Gianni Fava, sfidante di Salvini al congresso e oppositore della svolta nazionale, portata avanti dal leader leghista. In alternativa la richiesta indica Umberto Bossi al ruolo di segretario con piena assunzione dei poteri, ai sensi dell’art. 14 dello statuto leghista, in attesa della nomina del nuovo segretario e del nuovo consiglio federale.

Ieri all’udienza si sono presentati i cinque testimoni convocati ma il giudice Nicola Di Plotti ha preso tempo per valutare le memorie depositate dalle Parti. Dopo poche ore ha deciso che non fosse necessario analizzare ulteriore materiale né sentire i testimoni ed ha annunciato la pronuncia entro lunedì mattina.

Questa vicenda comunque finisca è facile intuire che non porterà nulla di buono alla Lega, le strade sono tre, il carroccio si terrà un segretario sospettato di inciuci nelle primarie oppure si ritroverà un segretario che attraverso la denuncia di irregolarità, va a sedersi sulla poltrona di comando, ma evidentemente dimostrando così che nella Lega qualcosa non va come dovrebbe e allora, non tutto è trasparente! C’è poi l’ipotesi di Bossi che torna alla guida e su Bossi, ormai sono state consumate pagine che raccontano scandali e piccoli grandi guai di natura economica…

Come guarderà il proprio partito l’elettorato leghista da lunedì? Forse come lo sta già guardando, con l’occhio critico di chi s’avvede che lassù c’è del torbido o almeno c’è da auspicare che sarà così che giudicheranno la vicenda i cittadini onesti, quelli capaci di applicare valutazioni critiche. Per gli altri invece che vorranno continuare ad indossare i paraocchi e con una scrollata di spalle, tireranno dritto… Non possiamo che augurarci che prima o dopo rinsaviscano.