L’EREDE DI BERLUSCONI

DI GIORGIO SANTELLI

Leggo che Berlusconi ha scelto l’erede: stavolta si tratta di Tajani. Quando Berlusconi individua il prescelto è un po’ come se ti toccasse la “sfiga”. Almeno per come vanno le cose dopo.
Scelse in passato Fini. “Se votassi a Roma voterei per lui” e non era ancora sceso in campo. La questione si concluse con un “Che fai mi cacci?” Poi pensò almeno tre volte ad Alfano. “Il giovane delfino. Ti lascio il partito, me lo riprendo, te lo rilascio e poi… ti lascio”.
Dopo Alfano fu la volta di Toti. “Sarà lui a guidare Forza Italia”. Ed è finita che per poco non diventa della Lega. Nel passato poi, per una fase, toccò anche ad una coppia gestire il partito. La Santanchè e Sallusti. La prima al partito e il secondo a capo del giornale d’area. Era la grandiosa epoca delle Amazzoni.
Qualche settimana fa aveva pensato anche al Generale dei Carabinieri Leonardo Gallitelli.
Che cosa dobbiamo pensare di augurare a Tajani?. Che in ogni caso farebbe bene a restare a Strasburgo!