CONSIGLI DI LETTURA PER IL GIORNO DELLA MEMORIA

DI MONICA TRIGLIA

Il 27 gennaio si celebra il giorno della memoria per ricordare le vittime dell’Olocausto. La data del 27 gennaio è stata decisa nel 2005 dall’Assemblea delle Nazioni Unite che ha fatto riferimento alla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz da parte dei russi il 27 gennaio 1945.

Oggi, nell’atrio del primo blocco del lager ad Auschwitz, una placca ammonisce, in polacco e in inglese, che chi non ricorda la Storia è condannato a riviverla.

Ecco dieci libri per ricordare.

SAGGI

 

La notizia dello sterminio sistematico degli ebrei a opera dei nazisti circolava in Europa e negli Stati Uniti fin dal 1942. Eppure dovranno passare tre anni prima della fine del genocidio. Nel frattempo, nessuna azione militare specificamente finalizzata a sabotare la macchina dell’orrore. Nessuna iniziativa diplomatica esplicitamente rivolta a fermare la mano degli aguzzini. Anzi, l’accoglienza di rifugiati ebrei in fuga dalla Germania fu resa ancor più difficile. Perché? Theodore Hamerow in Perché l’Olocausto non fu fermato  (Feltrinelli) risponde in modo sgradevole ma preciso: anche le democrazie occidentali furono percorse al loro interno da una fortissima ondata di antisemitismo, che impedì ai governi di prendere misure concrete in soccorso degli ebrei. Frutto di un vastissimo lavoro d’archivio, il libro di Hamerow documenta per la prima volta in modo sistematico perché l’Occidente lasciò mano libera alla follia omicida nazista.

 

L’astrologia, il paranormale, il paganesimo erano parte del credo del Terzo Reich tanto quanto le teorie pseudo-scientifiche sulla razza superiore. Ne I mostri di Hitler (Mondadori) lo storico Eric Kurlander esplora l’ossessione di Hitler per l’occulto e spiega come il partito nazista abbia usato la fascinazione per il mondo esoterico per manipolare le coscienze e per garantirsi un controllo della vita politica della Germania dell’epoca. Il lavoro di Kurlander è uno studio approfondito per chi desidera capire un altro degli aspetti del funzionamento della diabolica macchina nazista.

 

STORIE VERE

Joseph Joffo, ebreo francese figlio di parrucchieri, ha raccontato la sua storia in Un sacchetto di biglie (Rizzoli Bur). Joseph è un bambino, ha quasi dieci anni, è ebreo, e vive nella Parigi del 1941 con la sua numerosa famiglia. Con il fratello Maurice va a scuola e ama giocare a biglie per strada. Ma la vita inizia a complicarsi: prima le SS che diventano sempre più aggressive e la mamma che cuce sulle giacche una stella gialla; poi gli insegnanti che in classe iniziano a ignorarlo e i compagni che lo insultano fino ad arrivare alle mani. Per la famiglia Joffo c’è solo una cosa da fare: fuggire verso la Francia libera di Pétain uno dopo l’altro, prima i fratelli grandi, poi i piccoli, infine i genitori. Inizia così per Joseph e Maurice una grande avventura verso la salvezza, un viaggio pieno di speranza ma anche di pericoli, paure, solitudine e crudeltà. Il libro, pubblicato la prima volta nel 1973, ha incontrato un enorme successo in Italia, dove ha venduto mezzo milione di  copie. Rizzoli lo ripubblica in contemporanea all’uscita del film al cinema.

 

La scrittrice israeliana Michal Ben-Naftali ripercorre la storia di Elsa Weiss, la sua insegnante, cercando di capire perché si sia uccisa. Partendo dall’infanzia in Ungheria, l’adolescenza a Parigi, il primo matrimonio, l’autrice arriva a raccontare il momento in cui Elsa e il marito riescono a ottenere un posto sul treno di Rudolf Kastner, che avrebbe dovuto portare in salvo in Svizzera 1600 ebrei, in cambio di denaro e preziosi. Il treno verrà dirottato a Bergen-Belsen e solo dopo qualche mese i prigionieri saranno liberati. Al ritorno in Israele, Elsa dovrà affrontare non solo il dolore per la morte dei genitori, il divorzio, le pesanti tracce che l’esperienza del campo le ha lasciato, ma anche le accuse di “nazista” che vengono lanciate a coloro che erano saliti sul treno di Kastner, accusato di collaborazionismo. L’insegnante (Mondadori) è una storia commovente, con cui Michal Ben-Naftali ha vinto il prestigioso Sapir Prize.

 

Fuga da Berlino (Mondadori Electa) è il romanzo d’esordio di Paolo Chiappero. Racconta la rocambolesca fuga del padre Giacomo, internato militare italiano in Germania dopo l’8 settembre 1943 e il suo rifiuto a collaborare con la Repubblica di Salò e i nazisti. Un viaggio che Giacomo affronta con il suo amico e compagno di prigionia Rino, meccanico in grado di rimettere in moto un’automobile trovata tra le macerie e che permette ai due di fuggire da una Berlino ormai allo stremo. Giacomo e Rino incontrano tedeschi, russi e americani che li aiutano ognuno come può: uomini e donne, civili e militari, che, pur se sopraffatti dalle vicende della guerra, non perdono la loro umanità e il loro amore per il prossimo. Il viaggio non è però solo una fuga verso casa, gli affetti e la famiglia, ma anche una vera e propria missione: Giacomo e Rino vogliono e devono rientrare in Italia per ricordare. «La gente deve sapere, affinché tutto questo non possa più capitare».

 

Ultimo domicilio conosciuto è un’antologia di 13 racconti (collana “I minolli”, Morellini editore), nata durante il corso di scrittura tenuto da Andrea Tarabbia alla Bottega Finzioni di Bologna. Si tratta di 13 storie ideate sulla base di ricerche e documenti analizzati e studiati per riportare in vita la memoria di 15 reggiani vittime della Shoa: Claudio e Gilda Sinigaglia; Ida Liuzzi; Iole, Ilma e Beatrice Ravà; Dante Padoa; Ada, Bice e Olga Corinaldi; Gino Benatti; Mario Sguazzini; Giorgio, Benedetto e Lina Melli. A loro sono dedicate le pietre d’inciampo incise in ottone dall’artista Gunter Demnig nella città di Reggio Emilia, con il supporto di Istoreco, l’Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea della città.

 

Album Primo Levi, a cura di Roberta Mori e Domenico Scarpa, edito da Einaudi, di cui Banca Intesa Sanpaolo ha sostenuto la realizzazione, raccoglie oltre 400 immagini in gran parte inedite che “dialogano” con brani dello scrittore, e ne tracciano un ritratto nel trentennale della scomparsa. Il volume mette in risalto gli aspetti più originali dell’opera, del pensiero e della vita di Levi, dal mestiere di chimico al rapporto con la montagna, dall’esperienza del lager ai mondi della scrittura e della traduzione.

 

Alfredo Zaros era un giovane militare del 55° Reggimento “Marche”, partito da Treviso, sua città natale, per la Croazia. Dopo l’8 settembre 1943 Alfredo rifiuta di arruolarsi nelle fila nazi-fasciste, e paga il suo “no” con la deportazione nel Terzo Reich, un destino comune a più di 650 mila militari italiani che in quel momento erano dislocati al fronte. Zaros passa venti mesi di prigionia nei lager nazisti, con la qualifica di Internato militare italiano, voluta da Hitler per non riconoscere le garanzie della Convenzione di Ginevra. Come stelle nel cielo, in viaggio tra i lager (Ciesse Edizioni) di Silvia Pascale, racconta una vicenda individuale che ripropone in maniera drammatica la scelta difficile e sofferta degli Internati militari. Una resistenza non armata che, nonostante abbia coinvolto un numero altissimo di famiglie italiane, è rimasta confinata per lo più nelle memorie personali.

 

ROMANZI

Il casellante Giovanni Tini è tra i vincitori del concorso da capostazione, dopo essersi iscritto al Pnf, il partito nazionale fascista. Un’adesione tardiva, provocata più dal desiderio di migliorare lo stipendio che dalla condivisione degli ideali. Ma l’avanzamento ottenuto ha il sapore della beffa, come l’uomo comprende nell’istante in cui giunge alla stazione di Fornello, nel giugno 1935, insieme alla moglie incinta: attorno ai binari e all’edificio che sarà biglietteria e casa non c’è nulla. Tre mesi più tardi nasce Romeo e quel luogo che ai coniugi Tini pareva così sperduto si riempie di vita. Romeo cresce con gli orari scanditi dai radi passaggi dei convogli e dai giochi con il cane Pipito. Una sera del dicembre 1943, però, tutto cambia: passa un convoglio diverso dagli altri che trasporta uomini, donne, bambini, ed è diretto in Germania. Per Giovanni è lo scontro con le scelte che ha fatto, le cui conseguenze non ha mai voluto guardare da vicino. Per Romeo è l’incontro con una realtà di cui non è in grado di concepire l’esistenza. Il bambino del treno (Piemme) di Paolo Casadio, è la storia di un padre e della sua lotta contro il tempo per raggiungere e salvare il figlio che, inconsapevole, è salito su un treno che lo sta portando lontano da casa. Un treno diretto ad Auschwitz.

 

PER I RAGAZZI

Giudicato tra i migliori libri per ragazzi del 2017 al festival francese di Angoulême, La guerra di Catherine (Mondadori) è una graphic novel di Claire Fauvel, adattamento dell’omonimo romanzo di Julia Billet. Racconta la storia di Rachel, giovane studentessa ebrea, che nel 1941 frequenta una scuola speciale, la Maison di Sèvres, dove scopre la passione per la fotografia. Presto però le leggi contro gli ebrei si intensificano, e i ragazzi sono costretti a fuggire, dimenticare il proprio passato e persino cambiare nome. Rachel diventa Catherine e comincia una nuova vita, fatta di spostamenti, incontri, sorrisi e dolori, ma sempre con la sua macchina fotografica al collo, alla ricerca nonostante tutto, della bellezza.