DOPO DAVOS. IL MESSAGGIO ALLE ECONOMIE MONDIALI

DI CECILIA CHIAVISTELLI

Con 3000 partecipanti, politici, circa 70 capi di Stato e membri del gotha economico si è concluso il Forum internazionale a Davos. Tanti sono stati i temi proposti che rimarranno di attualità per i mesi a venire.

Fra le varie personalità che hanno tenuto un discorso, come Angela Merkel e Emmanuel Macron, la parte del protagonista indiscusso è stata per Trump.

Angela Merkel nel suo intervento ha ricordato gli orrori delle guerre, Emmanuel Macron ha invitato i paesi europei alla costruzione di un’Europa forte. Entrambi sono apparsi molto uniti, e desiderosi di ritrovare, nella loro unità, un ruolo di primo piano e di traino per gli altri partecipanti europei.

La partecipazione di Trump è stata nel dubbio fino all’ultimo giorno, ma con una nutrita formazione di elicotteri militari ha fatto il suo arrivo a Davos. L’ultimo giorno del Forum ha parlato davanti all’assemblea di partecipanti con un discorso sull’America “the first” e sulle sue politiche protezionistiche.  “L’America sta di nuovo vedendo una forte crescita, in Borsa si sono creati 7.000 miliardi di dollari dalla mia elezione”: ha detto Trump. Nonostante l’accoglienza scettica di almeno la metà dei partecipanti, il presidente degli Stati Uniti ha continuato a fare l’apoteosi della sua nazione. Protettore della sicurezza mondiale, contro i paesi come la Corea del Nord.

Garante dell’economia statunitense contro l’invasione dei prodotti asiatici e le scorrettezze del mercato globale. Difensore dei diritti civili del suo popolo, selezionando i richiedenti asilo sulla base del benessere che possono apportare agli USA. Accordi con gli altri paesi, solo dopo incontri bilaterali. Insomma le parole che continua a ripetere da tempo.

Ha fatto scalpore l’intervento sul dollaro del segretario del Tesoro americano Steven Mnuchin, quando ha dato la notizia del tasso di cambio sul dollaro che notoriamente è riservata finché non è concordata con i paesi del G7. Ciò ha obbligato il presidente della Bce, Mario Draghi a intervenire.

A Davos si è parlato anche di criptovalute, che stanno sottraendo milioni al mercato finanziario. Christine Lagarde ha definito inaccettabile l’uso delle criptovalute che possono nascondere azioni di riciclaggio e illeciti. Nonostante la preoccupazione generale per le eventuali bolle create dalle criptovalute, si guarda alla tecnologia “blockchain” come un’interessante prospettiva futura.

Grande riconoscenza per Narendra Modi, il primo ministro indiano che ha aperto i lavori del World Economic Forum, parlando di globalizzazione. Modi fa parte del partito Bjp, che guida un governo riformista.