SERIE A: SPAL- INTER 1-1. PALOSCHI ALLUNGA LA CRISI NERAZZURRA

Di VANNI PUZZOLO

La sintesi

L’attaccante al 90′ annulla l’autorete di Vicari.
La vittoria manca a Spalletti da sette turni.
L’Inter di Spalletti ha aggiunto un altro tassello alla striscia negativa in campionato.
Nell’anticipo dell’ora di pranzo, i nerazzurri non sono andati oltre l’1-1 in casa della Spal portando a sette il numero di partite senza vittorie.
Fanno tutto i ferraresi dopo un primo tempo equilibrato.
Al 48′ Vicari spedisce nella propria porta un cross di Joao Cancelo.
Meret salva i suoi su Brozovic e Vecino, poi Paloschi al 90′ trova il pari di testa.

E’ vera crisi

Se tre indizi fanno una prova, sette partite senza successi, cinque punti nell’ultimo mese e mezzo, fanno una crisi.

L’Inter di Spalletti contro la Spal ha raccolto il quarto pareggio consecutivo in campionato, il quinto nelle ultime sette appunto e se il resto è condito da sconfitte, la situazione comincia a farsi preoccupante tanto quanto l’anemia da gol.
Dopo il pokerissimo rifilato al Chievo e l’ottimo pareggio strappato in casa della Juventus, esattamente quando qualcuno aveva cominciato a nominare la parola scudetto con un briciolo più di convinzione, l’Inter si è spenta e all’alba di febbraio il suo tecnico non l’ha ancora ritrovata.

Come a Firenze, anche contro la Spal la doccia gelata è arrivata al 90′, ma dopo una partita condotta a ritmi blandi e sbloccata solo per una goffa e fortunata autorete di Vicari. Insomma, se Semplici può gioire per il carattere mostrato dai suoi, altrettanto non può fare Spalletti che al posto delle risposte attese ha ricevuto altri segnali sconfortanti. Continuando così il quarto posto potrebbe essere più complicato del previsto da raggiungere.

In questo momento all’Inter manca un briciolo di fortuna, è vero, probabilmente quella che a inizio stagione ha gonfiato un po’ la scalata fino alla vetta della classifica, ma è negli uomini chiave che i nerazzurri stanno latitando da troppo tempo.
Candreva in primis, sostituito all’intervallo dopo un primo tempo passato più tempo per terra e a protestare piuttosto che a rifornire di palloni Icardi; poi il capitano nerazzurro, sempre assente dalle manovre di gioco se non supportato dai due esterni e che, salvo una conclusione svirgolata a fine primo tempo, ha toccato palloni in un numero talmente basso da quasi essere contato usando le dita delle mani.
Infine l’anima croata, Perisic e Brozovic, poco diretti al momento di trasformare le corse in azioni pericolose.

Le occasioni non sono mancate per chiudere il match, soprattutto dopo l’autorete di Vicari che ha sbloccato a sorpresa un match ben controllato dalla Spal, ma la cattiveria agonistica giusta per battere Meret non si è mai vista, permettendo al giovane e promettente portiere di bagnare l’esordio con parate più fotografiche che impegnative.

Il crollo finale e la spizzata vincente di Paloschi è arrivata a tempo scaduto, ancora una volta, come a punire nella maniera più crudele possibile tutte le mancanze dei novanta minuti precedenti.
Letale, imparabile su tiro-cross di Antenucci, e capace di scoperchiare tutte le insicurezze palesate dai nerazzurri nell’ultimo quarto d’ora quando l’ex Milan aveva sfiorato il gol in un’altra circostanza, bissando l’errore di Kurtic poco prima.

Insicurezze e paure che nel recupero hanno portato il pallone spesso nell’area di Handanovic anziché dall’altra parte, ma sintomo chiaro che qualcosa non va.
A prescindere dal primo sbuffo di Rafinha al momento di entrare in campo al minuto 91.
Non proprio il miglior modo di iniziare la nuova avventura.