CANDIDATURE: C’E’ DA ESSER PREOCCUPATI PER LA TENUTA DELLA NOSTRA DEMOCRAZIA

DI FABIO VENDITTI.

Io comincio ad essere seriamente preoccupato per la tenuta della nostra democrazia. Quel che sta avvenendo nella formazione delle liste è la solare e ingenua dimostrazione del fatto che gli aspiranti eletti considerano noi elettori un puro strumento. Non siamo cittadini che puntano ad essere ben governati, ma una merce da spartirsi. Questo scannarsi in pubblico per la ricerca del posto come fosse una diligenza carica d’oro da rapinare è una drammatica offesa alla Nazione e alle sue Istituzioni, e quindi a tutti gli italiani. Ma perché uno dovrebbe scegliere quello che ha conquistato il posto in lista a forza di ricatti, minacce, prepotenze, annunci di ricorsi e di rappresaglie? Due idee due? Lasciamo perdere le sparate comiche dei leader, anche quelle una insopportabile offesa alla capacità degli elettori di intendere e di volere. Terminata la fase dell’omicidio del concorrente interno, unico criterio di selezione, i candidati cominceranno a interessarsi di noi. Lo faranno a seconda del livello di ricchezza personale o delle lobby con le quali hanno stipulato patti di potere e di favori. Dopo averci indignato ma anche provocato ilarità: il rinnovamento passa per Galliani, ad esempio. Oppure la Boschi che viene presenta a Bolzano: perché sa sciare bene (ammesso che sia, non ne ho idea)? Domandone finale al momento senza la minima risposta visto che nessuno dei partiti che aspirano a governare c’ha fatto intendere di considerarla un’esigenza: ci sarà una rappresentanza della classe operaia e dei lavoratori tutti sopravvissuta alle macerie della vostra politica?